lunedì 25 gennaio 2010

I diritti omessi delle persone transgender

Foto di Lidia Borghi

Il nove giugno 2009 Vladimir Luxuria venne a Genova nella veste di scrittrice per presentare, presso la sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale, il suo libro “Le favole non dette”. Il nove gennaio 2010, a distanza di sette mesi esatti, la trangender più famosa d'Italia è tornata nella stessa sala per presenziare alla discussione pubblica dal titolo “Diritti non detti. Diritti civili e dignità per le persone transgender”. L'incontro, organizzato dalla “Comunità di San Benedetto al Porto di Genova” nella persona del suo animatore, don Andrea Gallo, e dall'associazione “Princesa”, rappresentata da Rossella Bianchi, ha visto la partecipazione dell'assessore alla cultura del Comune di Genova Andrea Ranieri, di Cristina Morelli, la consigliera regionale dei Verdi Liguria, di Donatella Siringo e di Francesco Pivetta, due rappresentanti dell'Agedo (Associazione Genitori di Omosessuali) e di Regina Satariano, vice presidente nazionale dell'associazione “Transgenere - Movimento di Identità Transessuale”. Vladimir Luxuria ha svolto il primo intervento ed ha sottolineato che i diritti negati alle persone trengender sono tanti e fra questi quello al lavoro è oggi il più urgente, a causa del forte pregiudizio che si è venuto a creare attorno alle persone che hanno cambiato o che stanno cambiando il sesso di nascita. A parte rare eccezioni le porte del lavoro sono per loro sbarrate e l'unica professione – se così si può definire – che resta è quella della prostituzione, vuoi per necessità, vuoi per uno spirito di rivalsa che porta le trans a raggiungere il riscatto sociale attraverso gli alti guadagni ottenuti con la vita di strada. Inoltre la vicenda Marrazzo non ha fatto che alimentare il clima di crescente transfobia ovvero di paura del diverso nei confronti delle persone transgenere. L'altro grande diritto calpestato è quello alla salute e il riferimento da parte di Luxuria è stato alla legge regionale ligure a firma Cristina Morelli “Norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere” un grande traguardo per una regione che, subito dopo la Toscana, è riuscita a dotarsi di una legge contro l'omofobia in genere e in particolare a tutela delle persone che hanno deciso di intraprendere la transizione di genere, come ha sottolineato la stessa Morelli durante il suo intervento in sala. «L'informazione è fondamentale ha affermato Vladimir Luxuria – e deve partire dalle famiglie e dalle scuole (…). Barak Obama ha conferito ad una trans che ha completato il percorso di transizione un incarico all'interno dell'amministrazione statunitense, capo del dipartimento del commercio, dando a tutto il mondo un segnale molto forte: anche le persone transgenere possono lavorare». La parte conclusiva dell'intervento di Vladimir Luxuria è stato dedicato ad una sorta di appello alla chiesa cattolica affinché apra le braccia e le porte proprio a tutti, lamentando il fatto che essa conferisce dignità a tutte le persone considerate diverse, ad eccezione dei transgender. Chi cambia sesso, per la chiesa, resta la persona di sempre. Nessun riconoscimento è dovuto. «Non c'è vizio contro natura – conclude Luxuria – , né capriccio, né trasgressione, solo un modo di vivere come gli altri». Don Andrea Gallo ha quindi dedicato poche parole alla sua gente, gli “ultimi”, i reietti di ogni società che si definisce civile, le prostitute – anche le trans – i drogati, i carcerati, i senza fissa dimora ovvero tutte quelle persone che hanno perduto la dignità di esseri umani e che presso la “Comunità di San Benedetto al Porto di Genova” hanno sempre trovato la porta aperta e qualche volontario pronto ad ascoltarne i dolori. «Gesù è dappertutto e in tutti noi. Questo solo conta. Faccio un appello alla mia Chiesa di ascoltare la voce e il messaggio di Gesù, per non lasciare sole le persone che soffrono». È stata poi la volta di Rossella Bianchi e di Regina Satariano, le quali hanno sottolineato l'importanza di non cedere al pregiudizio nei confronti di chi, sentendosi a disagio nel proprio corpo, ha deciso di cambiare sesso. L'incontro e la conoscenza del diverso hanno il grande potere di abbattere la paura, il nostro più grande nemico nel momento in cui allacciamo una relazione umana. L'assessore Andrea Ranieri ha poi fatto un riferimento ben preciso alla cultura nel senso stretto del termine. Civiltà, educazione, formazione ed informazione. Ed infine istruzione. Ogni volta che ci poniamo nei confronti dell'”altro da noi” abbiamo due scelte, che hanno a che fare con l'accoglienza oppure con il respingimento. La guerra in atto, oggigiorno in Italia, nei confronti dei migranti non ha nulla di diverso da quella che sta affliggendo le persone transgenere. L'origine è la stessa ed ha a che fare con l'ignoranza, che poi è sinonimo di arretratezza, inciviltà, incompetenza, maleducazione. Il livello di benessere di un popolo, di uno stato, di una nazione si misurano proprio dalla quantità di acculturamento mentale e chissà che l'incontro pubblico “Diritti non detti” non abbia contribuito, nel suo piccolo, a far calare un poco i toni troppo accesi di un dibattito che a livello nazionale non mette d'accordo nessuno e che vede le Istituzioni sorde di fronte ai continui appelli di una parte consistente della nazione cui vengono negati quei diritti taciuti, omessi, che ne fanno dei cittadini di serie B e perciò discriminati. Questa è la vera sconfitta di un Paese che si definisce civile.


Lidia Borghi

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