martedì 30 marzo 2010

Dal primo marzo eliminata dal TG4 la finestra informativa in Lingua Italiana dei Segni

I telegiornali di Mediaset con interpreti LIS (Lingua Italiana dei Segni) dedicati ai quasi cinquantamila sordi che vivono in Italia furono istituiti sedici anni fa. Dal primo marzo scorso non vengono più mandati in onda. Uno scarno comunicato diffuso dai vertici di Cologno Monzese annuncia che per motivi di riordino dell'informazione dei canali Mediaset la finestra informativa tradotta a beneficio dei sordi non verrà più trasmessa ed al suo posto, all'ora consueta, sarà divulgata una versione sottotitolata. Abbiamo raggiunto al telefono il presidente dell'A.N.I.O.S., Associazione Nazionale Interpreti di Lingua dei Segni Italiana (sulla Home Page del sito internet www.anios.it è possibile leggere il testo integrale del comunicato stampa diffuso dall'associazione), Marcello Cardarelli, il quale ci ha espresso tutto il suo rammarico in merito a questa “sconcertante faccenda” (sono parole sue).
Dopo ben quattro anni di lavori, il sei settembre 2006 l'Organizzazione delle Nazioni Unite emise un documento denominato “Convenzione ONU sui diritti delle persone disabili” (http://www.unicef.it alla sezione “Documenti”). All'articolo 2 si dice che tra i mezzi volti a garantire «la promozione e la protezione dei diritti e della dignità delle persone con disabilità» vi sono tutte le forme di comunicazione: «”Comunicazione” comprende lingue, visualizzazioni di testi, Braille, comunicazione tattile, stampa a grandi caratteri, le fonti multimediali accessibili così come scritti, audio, linguaggio semplice, lettore umano, le modalità, i mezzi ed i formati comunicativi alternativi e accrescitivi, comprese le tecnologie accessibili della comunicazione e dell'informazione; “il linguaggio” comprende le lingue parlate ed il linguaggio dei segni, come pure altre forme di espressione non verbale (...)» Ecco perché Cardarelli è stato colto da incredulità nell'apprendere del drastico taglio operato dalle reti del Cavalier Berlusconi. «È una questione di principio e di sostanza – ha affermato il presidente dell'A.N.I.O.S. –. Di principio perché non si capisce bene per quale motivo il TG4 LIS debba essere tolto dai palinsesti; il motivo del riordino dell'informazione dei canali televisivi di Mediaset non mi sembra valido, soprattutto perché il TG4 in Lingua Italiana dei Segni può essere ricollocato in altra fascia oraria e persino su una rete diversa. Di sostanza perché in tal modo la lingua dei segni viene estirpata. La finestra informativa in LIS deve essere garantita! Questa cancellazione, dopo sedici anni, rappresenta un passo indietro di almeno venti». La gravità della faccenda, a detta di Cardarelli, sta nel fatto che le reti private non hanno l'obbligo di dare le notizie del telegiornale mediante l'uso di interpreti LIS, in quanto non svolgono un servizio pubblico, a differenza della RAI, per cui sfugge il motivo vero di un taglio del genere. Per di più i sottotitoli, da soli, non risolvono il problema, dal momento che essi funzionano solo in quanto parte integrante della Lingua Italiana dei Segni e rappresentano una mera aggiunta che aiuta i sordi a comprendere ciò che viene trasmesso attraverso il video. «Siamo sconcertati ma non ci arrendiamo – continua Marcello Cardarelli – ed abbiamo pure aperto un profilo su Facebook in cui chiediamo il ripristino al più presto del TG4 LIS». L'A.N.I.O.S. sta facendo di tutto per mantenere aperto un canale di dialogo con Mediaset e gli stessi sordi si sono mobilitati per ottenere almeno di essere ascoltati attraverso i loro interpreti LIS. C'è da notare che questo telegiornale era molto seguito dalla comunità sorda italiana in quanto aveva una durata maggiore rispetto a tutte le altre finestre informative nazionali, inoltre si trattava del primo in Italia ad essere stato tradotto. L'eliminazione totale, senza alternative valide, di un servizio di tale importanza lede quindi quel diritto d'accesso all'informazione per le persone sorde che è stato così ben espresso nell'articolo due della “Convenzione ONU sui diritti delle persone disabili”, nonché quello che garantisce la pluralità dell'informazione dato che, d'ora in poi, se Mediaset non ripristinerà il servizio, sarà solo la RAI a garantire l'informazione per i sordi. Ricordiamo che in Parlamento sono ferme ben due leggi a tema. La prima è ferma alla Camera dei Deputati e riguarda il riconoscimento della professione dell'interprete LIS che oggi non è legittimata ad alcun livello, mentre la seconda giace in Senato da novembre 2009 e dovrebbe sancire a tutti gli effetti la Lingua Italiana dei Segni. Così conclude Cardarelli: «Non ci fermeremo! Andremo avanti fino a che non troveremo qualcuno disposto ad ascoltarci! Vogliamo la ricollocazione, non importa in che rete o in che fascia oraria, del TG LIS. Esso non deve morire nel servizio privato!» A conclusione del suo comunicato stampa, l'A.N.I.O.S. «esprime rammarico e sconcerto per la decisione presa, offre piena solidarietà ai cinquantamila sordi italiani e alle colleghe che in questi anni hanno lavorato e garantito puntualmente il servizio di interpretariato» e si augura che Mediaset ritorni sui suoi passi, anche per scongiurare la malaugurata ipotesi che altre testate giornalistiche, i cui palinsesti prevedono una finestra informativa in LIS, raccolgano il messaggio negativo insito in questa decisione. Forse che dobbiamo leggere fra le righe di questa inopportuna decisione un motivo che ha a che vedere con gli annunciati tagli al personale che pure Mediaset sta attuando, a causa della crisi lavorativa italiana? Per ora non è dato saperlo. Staremo a vedere come si evolverà nelle prossime ore questa incresciosa faccenda, una delle tante che contribuiscono all'impoverimento culturale del Paese.

Lidia Borghi

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