giovedì 2 settembre 2010

A tu per tu con Gianni Ferreri, alias Giuseppe Ingargiola


Gianni Ferreri è un attore partenopeo che, nonostante la sua nascita sia avvenuta in una piccola cittadina del Nord, vive da sempre a Napoli. Il teatro è stato il suo primo amore, il cinema lo ha visto interpretare ruoli brillanti e comici e la fiction gli ha regalato la popolarità presso i telespettatori che da otto anni seguono Distretto di polizia sulla rete ammiraglia di Mediaset. Grazie a Fresco di stampa riuscii a rivolgergli qualche domanda. Era il mese di febbraio del 2008.


Il disastro ambientale che ha investito Napoli nell'ultimo periodo ha proporzioni tanto vaste da aver reso necessario l'intervento dell'esercito e dell'ex capo della Polizia, Gianni De Gennaro. Ci dà un suo parere in merito?
Tutto ciò fa molto male… Avverto nettissimo lo sbigottimento di tutti, cittadini, governo locale e nazionale. Sembra che tutti siano intenti a far finta di nulla, persino ora che il disastro è dilagato. Possibile - dico io - che nessuno si renda conto che sono venti anni che combattiamo contro questo sistema malato? Non si sa di chi sia la colpa, ma una cosa è certa: una parte di responsabilità ce l’ha anche il popolo napoletano, il quale ha perso il potere dell’indignazione, così come sta accadendo in tutta Italia. La filosofia del tira a campare, così diffusa da queste parti, porta di conseguenza all’esasperazione, soprattutto se si pensa che Napoli è una città così bella che potrebbe tranquillamente vivere di rendita grazie al solo turismo. E invece sembra che tutti vogliano trattarla così male! I Napoletani si sentono un po’ abbandonati a se tessi… Nessuno dice che la colpa di ciò che è accaduto stia solo da una parte e infatti ora come ora ognuno di noi dovrebbe assumersi le proprie responsabilità. Nessuno si senta escluso. Tenga presente che molta parte dei guasti di Napoli è da imputare sia al fatto che la raccolta differenziata non è mai partita sia all’incapacità cronica di agire che hanno le amministrazioni locali e non mi riferisco solo all’emergenza rifiuti. A Napoli vige un detto che recita: "o’ pesce fete d’a’ capa"… Se gli amministratori locali non forniscono ai cittadini i mezzi per effettuare la raccolta differenziata, mi dice lei come possono fare?


La sua attività artistica La vede ricoprire ruoli in ambiti diversi, anche se, da otto anni a questa parte, La vediamo interpretare la parte di Giuseppe Ingargiola nell'originale televisivo Distretto di polizia, che narra le vicende del commissariato X Tuscolano di Roma.
Sì, Pietro Valsecchi, il produttore della fiction, otto anni fa ideò questa storia e non pensava che il riscontro da parte del pubblico fosse così forte, tanto che, proprio per questo motivo, fu indotto a continuare a narrare le vicende del commissariato romano. Così i tratti psicologici dei personaggi si sono evoluti e sviluppati a seconda delle esigenze di sceneggiatura. La cosa più bella di questo progetto è l’affiatamento che unisce gli attori, tutti legati fra loro da una bella intesa. Come a dire che il prodotto di per sé è buono, ma alla lunga a fare la differenza è stato il cast.


Ci vuole parlare brevemente della sua esperienza di attore teatrale?
Certamente. Ho mosso i miei primi passi di attore proprio a teatro e porto nel cuore questo mezzo di espressione artistica a me così caro. Ogni volta che ne ho la possibilità ritorno a fare qualche lavoro di questo tipo e sempre vengo mosso prima di tutto dalla passione e dalla voglia di divertirmi, così come accade per il cinema, che mi ha gratificato anche dal punto di vista economico. Il teatro è stato ed è il mio grande amore e lo considero come una vera e propria palestra che mi ha fornito le basi per sapermi districare anche nei ruoli successivi.


La sua è la storia di un Napoletano che ha avuto successo in tutto il Paese. Si sente un uomo pienamente realizzato a livello professionale oppure ritiene di avere da offrire ancora qualcosa al suo pubblico?
Ah, beh! Senz’altro la volontà di fare sempre meglio non si sopirà mai in me! Sono grato alla vita che mi ha regalato tante cose bellissime, ma sento di voler dare ancora molto alle persone che mi seguono con tanto affetto. Ho il grande vantaggio, rispetto a tanta gente, di fare un mestiere che amo, che mi emoziona e che mi dà la possibilità di offrire qualcosa di buono a chi sta dall’altra parte dello schermo. Se verrà il giorno in cui questo lavoro non mi darà più emozioni, vorrà dire che tornerò a fare il mio vecchio mestiere, quello di tecnico accordatore di pianoforti.


Ci piacerebbe che lei dedicasse qualche parola al personaggio che interpreta nella fiction di Canale 5, Giuseppe Ingargiola, un uomo di cuore, di buoni sentimenti, quegli stessi che, parlando con Giuseppe Ferreri, traspaiono tutti quanti...
La ringrazio molto. Ingargiola ed io ci dobbiamo molto, infatti, da questo punto di vista. Ciò che lui ha dato a me, mi ha permesso di entrare nel cuore dei telespettatori, i quali si sono lentamente affezionati a quest’uomo mite. Il personaggio ha avuto una sua evoluzione durante questi otto anni, nei quali l’ho modificato in tanti piccoli particolari, evitando sempre di farlo passare per il tipico Napoletano sfaticato. Diciamo che ho eliminato tutti i fronzoli che appartengono a questo stereotipo. Quel che ne risulta è la mia napoletanità - quella che vivo tutti i giorni - trasferita nel personaggio, il quale si occupa, all’interno della fiction, prevalentemente di problemi sociali.


Lidia Borghi

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