martedì 23 novembre 2010

I Raggi X compiono 115 anni e la diagnostica per immagini ringrazia Röntgen e i coniugi Curie

Wilhelm Röntgen scoprì i Raggi X nel 1895. Era l'otto novembre e il fisico tedesco aveva cinquant'anni. Sei anni più tardi la Reale Accademia svedese delle scienze gli conferì il premio Nobel per la fisica per aver donato all'Umanità la radiazione elettromagnetica. Per motivi umanitari, lo scienziato non brevettò l'eccezionale scoperta, cui aveva conferito il nome generico di “Raggi X” a causa della loro origine ancora non del tutto definita.
Nel 1898 i coniugi Maria Skłodowska e Pierre Curie scoprirono la carica radioattiva di due elementi chimici, il Polonio e il Radio. Per questo ed altri importanti riconoscimenti vennero premiati con il Nobel per la chimica nel 1903 e, così come aveva fatto Röntgen, non vollero porre il brevetto ad una scoperta fatta in nome dell'Umanità.
Dovettero trascorrere ancora diversi anni prima che si potesse passare dalla teoria all'uso pratico di un apparecchio radiografico per scopi medici. Quando, nel 1914, in Europa scoppiò la prima guerra mondiale, Maria Curie riuscì a far costruire alcune macchine che, di lì a poco, avrebbero aiutato i medici operanti sui campi di battaglia ad effettuare diagnosi più veloci sulle centinaia di soldati che giungevano negli ospedali da campo. Quel che poche persone sanno, invece, è che questi apparati erano portatili, il che permise alla scienziata polacca di trasportarli in automobile per mezza Europa. Alla fine del primo conflitto mondiale Maria era giunta nel nord Italia. I suoi contributi nel campo della diagnosi radiologica sui tessuti ossei non si contarono più.
Questi i pochi cenni storici che documentano la scoperta della radiazione elettromagnetica, 115 anni or sono e, ai Raggi X, che hanno cambiato per sempre l'approccio della diagnostica medica, proprio l'otto novembre 2010 il più potente motore di ricerca, Google, ha dedicato il suo logo che, per una giornata intera, è apparso come se spettatrici e spettatori lo stessero osservando attraverso una vecchia lastra.
Da quel fatidico otto novembre 1895 la medicina ha fatto molti passi in avanti soprattutto grazie alla Radiologia, la cui evoluzione, oggi, ha reso la diagnostica medica ancor più precisa, grazie ad apparecchiature all'avanguardia come la Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) e la Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) le quali consentono di effettuare indagini sempre più precise soprattutto dei tessuti molli.
A che punto è il progresso della medicina nucleare nel nostro Paese? Ad illuminarci un poco è un articolo apparso su Il Corriere della sera del dieci novembre 2010 a firma Adriana Bazzi (per una lettura integrale: http://web.uniroma2.it/modules.php?name=RassegnaStampa&op=articoli&id_rassegna=606). Secondo quando in esso affermato, ci sarebbe una preoccupante carenza di isotopi radioattivi come il Tecnezio, con il quale vengono effettuate le scintigrafie cardiache (a seguito di un infarto) e alcune fra quelle ossee, al fine di scovare eventuali tumori secondari. Ebbene, secondo la fonte citata nell'articolo, la rivista Nature, l'attuale scarsità di queste preziose sostanze potrebbe avere come conseguenza una regressione medica, a causa dell'uso di metodi di diagnosi meno accurati.
Sembra inoltre che una soluzione, anche se non a breve termine, possa essere offerta da alcuni centri di ricerca sparsi in diverse parti del mondo, grazie ai quali sarà possibile produrre in laboratorio gli isotopi radioattivi che scarseggiano, sfruttando la potenza del ciclotrone, l'apparecchiatura che già oggi viene utilizzata per produrre il polonio radioattivo, necessario per isolare diversi tipi di particelle cancerose. Il ciclotrone non è altro che un acceleratore di particelle caricate in modo elettrico che sfrutta un campo magnetico perpendicolare ed è presente nei più importanti enti ospedalieri italiani.
L'unico ostacolo resta quello economico. I finanziamenti stanziati per la ricerca medica di questo tipo non sono sufficienti per mantenere operative apparecchiature così sofisticate. Un esempio positivo è stato di recente fornito dall'Istituto nazionale di Fisica nucleare di Legnaro (Pd), il cui gruppo di ricerca, guidato da Giovanni Fiorentini, sta mettendo a punto proprio una sezione che si deve occupare di produrre i radioisotopi di cui c'è una richiesta maggiore nel nostro Paese. E sono appunto i costi ingenti di produzione a frenare gli entusiasmi.
La diagnostica per immagini, in Italia così come nel resto del mondo, è essenziale per rendere le cure mediche sempre più accurate e veloci. In tal senso è da lodare il lavoro che, ogni giorno, viene svolto nei centri di Fisica Sanitaria presenti in molti nosocomi. Al loro interno operano – supervisionati da interi gruppi di personale laureato in fisica – tecniche e tecnici laureati in radiologia, i quali garantiscono il buon funzionamento di tutte le apparecchiature radiologiche operanti in loco, attraverso accurati controlli di qualità che vengono svolti in modo periodico.
Poco più di un secolo è passato dalla scoperta dei Raggi X. Da quel giorno in poi la vita delle persone è andata migliorando sempre più grazie a diverse apparecchiature che sono in grado, non solo di accelerare di molto le diagnosi mediche, ma anche di mettere in atto quel vecchio adagio tanto caro al mondo della pubblicità che recita «prevenire è meglio che curare». Se davvero l'Umanità vorrà fare della prevenzione l'arma vincente della ricerca medica, ciò potrà diventare realtà anche grazie alle scoperte di Wilhelm Röntgen, Maria e Pierre Curie. A patto di non sottrarre fondi preziosi alla ricerca. Questa, davvero, sarebbe la più grande sconfitta per l'Umanità.


Lidia Borghi

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