venerdì 17 dicembre 2010

La rivoluzione comincia dal teatro


Durante il mese di ottobre del 2007 ad Aversa si svolse, nei giorni dal 20 al 26, la Settimana dell'impegno della memoria. In quell'occasione ebbi l'onore di conoscere alcune persone il cui lavoro a favore della legalità e per la lotta alle mafie non verrà mai meno. Valerio Taglione, don Luigi Ciotti ed il valente drammaturgo italiano Giovanni Meola sono fra queste. Di seguito il resoconto di una serata dedicata al "teatro della legalità", durante la quale ebbi l'onore di conoscere Meola. Di recente, questo giovane autore ha ottenuto un grande riconoscimento, avendo vinto, con il suo Bando di concorso, l'undicesima edizione del festival nazionale Lavori in corto. Ringrazio Fresco di stampa per avermi offerto l'opportunità di scrivere di un'iniziativa così importante e di avermi dato la possibiità di conoscere una persona tanto speciale

Durante gli ultimi anni anche il teatro si sta muovendo per denunciare, attraverso le iniziative di alcuni giovani autori, i guasti operati dalla camorra a livello sociale e in termini di vite umane.
I testi teatrali che Fresco di stampa desidera porre in evidenza sono Ass ‘e marz’ di Gina Oliva e Giovanni Granatina e L’infame di Giovanni Meola: entrambi strutturati come monologhi, il primo è dedicato alla vita e all’attività di don Giuseppe Diana, mentre il secondo narra la vicenda umana di un pentito della camorra la cui vita viene lentamente distrutta dalle vendette trasversali.
Lo spettacolo di Oliva e Granatina, diretto dallo stesso Granatina, si è svolto lunedì 22 ottobre scorso presso il cinema teatro Metropolitan, mentre il lavoro del pluri premiato Giovanni Meola è stato rappresentato giovedì 25 ottobre presso la sede dell’Associazione culturale Scaramouche, nata nel 2006 ad Aversa; entrambe le opere si collocano, insieme a varie altre, nell’ambito della Settimana dell’impegno della memoria (Aversa: 20/26 ottobre 2007), dedicata alle vittime della camorra, che ha visto l’intervento, fra gli altri, di Valerio Taglione, il coordinatore regionale di Libera, l’associazione contro tutte le mafie e di don Luigi Ciotti, che ne è il presidente nazionale.
Ass ‘e marz’ è il frutto della raccolta di decine e decine di voci di strada in diversi centri dell’Agro aversano sul coraggioso prete di Casal di Principe morto sotto i colpi di ignoti sicari a mano armata sul sagrato della sua chiesa, a marzo del 1994; la complessità del lavoro sta nel fatto che gli autori hanno voluto ripulire i contributi raccolti da ogni tentativo di mitizzazione, sia positiva che negativa, della figura di don Diana e il risultato ha visto la realizzazione di un monologo in un unico atto diviso in tre parti.
L’infame, anch’esso in atto unico, nacque cinque anni fa e da allora ha fatto il giro dei teatri di quasi tutta la Penisola ma, cosa ancor più importante, è stato rappresentato in diversi istituti delle scuole medie e superiori perché l’intento del suo autore, ormai noto anche come formatore teatrale nelle scuole, è quello di divulgare il messaggio della legalità partendo proprio dalla base della popolazione, quella rappresentata dai giovani e dai fanciulli, avendo sempre in mente un elemento sopra a tutti, quello del teatro della legalità, che Giovanni Meola da ben undici anni divulga senza l’appoggio di alcun partito politico.
I lavori teatrali e i cortometraggi cinematografici di Meola hanno partecipato a ben trenta finali di altrettanti concorsi artistici ed hanno ricevuto quattro premi e ci si augura che anche le opere dell’Associazione culturale Scaramouche abbiano lo stesso successo nonché l’adesione di sempre più larghe fasce della popolazione.


Lidia Borghi

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