mercoledì 19 gennaio 2011

I corti di Giovanni Meola


 Giovanni Meola è un autore teatrale, poco più che trentenne, che ha legato il proprio nome, fra le tante altre cose, al cosiddetto Teatro della legalità, ma è anche un valente formatore teatrale, nonché drammaturgo, regista e sceneggiatore. Nato ad Afragòla, la cittadina a nord di Napoli che diede i natali a Toni Servillo (il pluri-premiato protagonista di film come La ragazza del lago e Il divo), Meola ha firmato alcuni corti che sono legati da un filo comune, l'illegalità. Vediamoli un po' più da vicino.

HINTER-LAND 1-0/2-0/3-0 (2001, 13' 30'')
Formato a sua volta da tre cortometraggi, come a voler scandire i tre tempi di un ipotetico quanto allucinato incontro di calcio, è un documento assai prezioso che denuncia, con taglio socio-antropologico, il degrado assoluto in cui versa la zona nord della provincia di Napoli. Le immagini incutono timore per la violenza con cui mostrano le brutture di un abusivismo edilizio che, per sua stessa natura, non lascia spazio a dubbi, in quanto è – e resta – sotto gli occhi di tutti. La tecnica è “sporca” in modo voluto ed offre a chi guarda immagini mosse, con il commento musicale ed i suoni fuori sincrono. Nonostante ciò, il corto nulla perde in poeticità.
All'interno del “primo tempo” si possono osservare decine di immobili abusivi, la cui costruzione è rimasta a metà, che hanno il potere di urtare la vista a causa del pesante impatto con il paesaggio circostante, che ne risulta deturpato.
La seconda “fase di gioco” offre alla vista un gruppo di strade i cui lavori sono ultimati da tempo ma che giacciono abbandonate sotto il cielo dell'hinterland napoletano.
Il terzo e conclusivo “tempo” di questa assurda partita di calcio è dedicato alla protagonista assoluta di Napoli e della sua immensa provincia, l'immondizia, un vero e proprio essere che vive di vita propria e che, negli ultimi tempi, è assurto agli onori della cronaca in modo prepotente.

IL PINOCCHIO CAROGNONE (2006, 10' 35'')
Il titolo di questo corto potrebbe far sorridere, se non fosse che siamo di fronte ad una metafora camorristica. La breve storia del docu-film, infatti, narra le vicende di un boss della camorra, che miete le sue vittime nell'hinterland napoletano, il quale si accorge che all'interno del suo clan si cela un traditore ovvero un “pinocchio carognone”. Per liberarsi della scomoda presenza, il capo clan incarica la sua guardia del corpo di eliminarla. Questa, a sua volta, ordinerà a due volti nuovi – e giovani – del gruppo armato, di far fuori l'infame, cosa che avverrà di lì a poco. L'esplosione di alcuni fuochi d'artificio sarà il segnale che avvertirà il boss dell'avvenuta eliminazione del “pinocchio carognone” e darà la possibilità ai due giovani virgulti camorristi di festeggiare il loro forse primo omicidio.
In questo corto assai breve Giovanni Meola mette in risalto alcuni temi a lui cari, quali la camorra, il gioco delle gerarchie e le sue assurde regole d'onore, il tradimento, che si lava con il sangue, il degrado morale in cui versa il nostro Paese, incapace di liberarsi dalle pastoie di una malattia cronica che va sotto il nome di degrado morale, il tutto descritto con immagini pulite che mai scadono nella banalità.

IN APNEA (2008, 15')
L'abilità di Meola, nella realizzazione di questo corto, è stata quella di aver sintetizzato in pochi minuti molti temi italiani scottanti, come la difficoltà di integrazione per le persone extracomunitarie, i problemi sociali vissuti da coloro che appartengono ai ceti bassi della popolazione oppure gli innumerevoli ostacoli che incontra sulla sua strada chi è in cerca di un'occupazione. Il tutto legato da un invisibile tratto d'unione, la salute.
L'elemento che fa da collante alla storia e che la rende assai originale è il piglio tutto partenopeo, l'indelebile impronta fornita ad un docu-film che pone in risalto l'importanza di quei valori morali che sono in grado, essi soli, di rafforzare il nostro senso civico di cittadine e cittadini.
Questo lavoro si è aggiudicato ben due premi all'edizione 2009 del concorso Napoli in corto, quello per il migliore corto in gara e quello, non meno importante, che ha premiato la migliore opera drammatica.

BANDO DI CONCORSO (2010, 20')
Dulcis in fundo, mi occupo dell'ultimo corto, in ordine di tempo, realizzato da Giovanni Meola, uscito alla fine del 2010 (trailer). Questa volta il nostro autore si è cimentato con il grottesco, avendo conferito un piglio ironico ad una storia assai particolare, che narra le vicende di un boss della camorra il cui volto mai appare agli altri appartenenti al clan. Lo sventurato uomo d'armi ha urgenza di eliminare il suo più grande rivale ma, per mettere in atto la sua nefandezza, indìce un bando di concorso per assoldare il miglior killer all'interno del suo gruppo di fuoco. E la prova da affrontare per superare il concorso? Nessuna sparatoria, nessuna azione violenta, bensì la lettura di – udite udite – una poesia.
E così, ecco apparire, all'interno dei venti minuti di corto, tutta la ridicola umanità dolente camorristica, descritta da Meola, fatta di pluriomicidi nevrotici, boss en travesti e personaggi i cui comportamenti rasentano il paradosso, il tutto con un occhio alla tradizione letteraria e filmica di Totò, la cui livella di continuo fa capolino tra i fotogrammi del docu-film a ricordarci che, prima o poi, la ruota “del potere” gira per chiunque, camorristi compresi.
Mi auguro di riuscire ad occuparmi in modo più approfondito di questo interessante lavoro di Giovanni Meola. Per il momento vi lascio con una nota tecnica ed una curiosità: tutti i corti di questo giovane autore partenopeo sono stati prodotti dalla Virus Film, l'appendice nata da Virus Teatrali, la compagnia teatrale nata una decina circa di anni fa, voluta, ideata e creata dallo stesso Meola e da un gruppo di attrici ed attori che partecipano a tutte le rappresentazioni di Giovanni.

Lidia Borghi

Nessun commento:

Posta un commento