lunedì 24 gennaio 2011

Sabaoth International Film Festival. Quando il corto parla al femminile


Il Sabaoth IFF di Milano è giunto alla quarta edizione, che si svolgerà dal 2 al 5 marzo 2011 e, mai come quest'anno, si prefigge lo scopo di far emergere il più possibile lo scottante tema della violenza sulle donne, così attuale nel nostro Paese.
Tra gli scopi di questa manifestazione cinematografica cristiana vi è quello che intende promuovere un cinema di qualità «che porti avanti i temi dell'amore cristiano, del rispetto e della dignità della persona» come è scritto sul bando di concorso, scaricabile dal sito dell'organizzazione (http://www.sabaothfilmfestival.com).

Sei sono le categorie di film che possono concorrere, a seconda della durata e del tipo di video, anche se, da quest'anno, ne è stata aggiunta una settima, riservata ai cortometraggi, la CATEGORIA SPECIALE per i corti fino a tre minuti:


FILM STUDENTE – tutte le categorie e lunghezze
ANIMAZIONE (nei formati SWF o FLA)
DOCUMENTARIO CORTO – meno di 30'
DOCUMENTARIO LUNGO – più di 30'
CORTOMETRAGGIO – meno di 50' MEDIO/LUNGOMETRAGGIO – più di 50'


Il tema dei lavori in concorso – sia in italiano che in lingua straniera – deve essere incentrato sulla cristianità, ma non solo: tutto ciò che ha a che fare con argomenti a sfondo sociale ed umanitario – anche storici – o con i temi più vicini al messaggio evangelico, può partecipare al concorso, a patto che venga rispettato il rigore delle fonti.
Nonostante la scadenza del bando sia stata fissata per il 31 ottobre 2010, mi preme mettere in evidenza una sezione del concorso, proprio quella riservata ai corti della durata di non più di tre minuti, che hanno avuto la possibilità di usufruire di una proroga fino al 10 febbraio 2011. Essa parlerà “al femminile” e sono previsti diversi laboratori – all'interno dei quali verranno proiettati alcuni corti in concorso – che saranno incentrati sul doloroso tema della violenza contro le donne, in special modo quella domestica. Come si legge nella sezione dedicata del bando «il Festival vuole inserirsi in quel dialogo e in quelle azioni concrete che lavorano per la risoluzione di questa “ferita aperta”, proponendosi come spazio dove chi “non ha voce” abbia la possibilità di far conoscere il suo dramma, sensibilizzando in questo modo l'opinione pubblica».
Fra le regole vi è quella, importante, che lascia ampio margine di manovra alle autrici ed agli autori, in quanto è consentito l'uso di qualsiasi mezzo di ripresa, comprese le fotocamere ed i telefoni cellulari, a patto che il tema verta sulla denuncia di “una situazione di violenza o di abuso subiti dalle donne”. Altro elemento importante è quello che prevede due versioni, da 30'' e da 60'', che potrebbero essere trasformate in altrettanti spot televisivi. Unico vincolo: alla fine di ogni corto in concorso deve comparire la scritta “STOP ALLA VIOLENZA SULLE DONNE”.
A vincere, dopo aver superato la selezione della giuria di qualità, saranno i tre video ritenuti più meritevoli, che verranno assegnati ad altrettante associazioni che operano, nel sociale, nell'ambito della violenza sulle donne.
In questo senso, l'edizione 2011 dell'SIFF si concentra ancor di più sul tema del “dare voce a chi non ha voce”, rispetto all'edizione 2008, durante la quale vennero denunciati i massacri di persone cristiane avvenuti ad Orissa, in India, grazie anche alla presenza di aderenti ad Amnesty International.
Un plauso, quindi, a questo festival che intende porre in risalto un tema così scottante, in tutto il mondo, come quello della violenza, soprattutto domestica, sulle donne, grazie ad un mezzo cinematografico espressivo dalla forza spesso dirompente come quello dei corti.


Lidia Borghi

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