lunedì 28 febbraio 2011

Intervista a Marina Tagliaferri





 Di seguito l'ultima intervista che feci per il mensile "Fresco di stampa", nel 2008, a Marina Tagliaferri. Si tratta di una delle stelle della soap opera italiana "Un posto al sole". Nella pagina "Interviste" è possibile leggere le altre conversazioni celebri, fra cui spicca quella che mi ha dato la possibilità di conoscere il grande Patrizio Rispo.



L’attrice di teatro Marina Tagliaferri interpreta Giulia Poggi nella Soap Opera Un posto al sole e, durante la serata dell’otto marzo che il caffè letterario Antico Palazzo di Aversa ha organizzato in occasione della festa della donna, ha dato vita ad un garbato spettacolo dal titolo Donne: poesia, musica, favole, durante il quale ha recitato alcune poesie scritte da donne o comunque a loro dedicate ed ha letto diversi passi letterari, accompagnata al pianoforte da Maria Sbeglia; la giovanissima cantante Emilia Zamuner ha quindi eseguito alcuni famosi brani di musica italiana alternati a pezzi tratti dalle favole di Walt Disney. Fresco di stampa è riuscito a intervistare la signora Tagliaferri poco dopo lo spettacolo.

Buona sera signora Tagliaferri, le va di raccontarci qualcosa di sé, delle sue origini di attrice teatrale e del ruolo che ricopre nella Soap Opera Un posto al sole?
Certamente. Provengo dall’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico di Roma ed ho ricoperto diversi ruoli teatrali per circa quindici anni. Ci tengo a sottolineare il fatto che considero quello di allora il vero teatro, perché veniva fatto dai grandi maestri, molti dei quali oggi non ci sono più; mi riferisco a persone veramente preparate che sono state capaci di lasciare un’impronta certa in questo mondo oggi così traballante, nonché di trasferire il testimone della cultura alle future generazioni di attori. Mi vengono in mente i nomi di Vittorio Gassman, di Enrico Maria Salerno, di Giancarlo Sbragia e di Mario Scaccia, fra gli altri; con costoro ho avuto l’opportunità di lavorare e di imparare soprattutto il "mestiere" della professionalità. Non ho usato questo termine a caso, dal momento che essere professionali non comporta solamente l’essere seri e precisi nello svolgere il proprio lavoro, ma anche rispettare alcune regole, certi percorsi, per sapere sempre chi sei, che cosa stai facendo e dove vuoi arrivare.

Possiamo quindi dire che il mestiere della professionalità ha a che vedere con l’etica che ogni attore dovrebbe possedere?
Eh già! Questo sarebbe il punto più alto… Direi di più: un sogno! Pensi che sono anni che rincorriamo l’albo professionale, dato che ancora non siamo riusciti a crearne uno. Ritengo che sia inconcepibile far diventare attore un personaggio televisivo in due mesi, dopo averlo fatto partecipare ad un "Reality Show", di qualunque tipo esso sia. Tutti possono diventare attori, è vero, ma occorre anche studiare e, soprattutto, è necessario che la categoria venga tutelata al pari di quella degli autori. E ciò può avvenire solo grazie all’esistenza di un albo che tutti possano usare come punto di riferimento anche giuridico e del quale si possa entrare a far parte solo attraverso un curriculum vitae reale, che elenchi le scuole e le attività effettivamente svolte. Oggi poi si tende a confondere il fatto di diventare famosi con quello di essere attori. Errore! Le due cose non coincidono del tutto.

E dopo questo periodo di attività teatrale che cosa avvenne?
Dopo questi anni per me assai importanti, ho partecipato ad alcuni originali televisivi, primo fra tutti "Un cane sciolto", con Sergio Castellitto ed infine sono stata letteralmente risucchiata da "Un posto al sole". Tenga conto che a noi attori era stato riferito che si sarebbe trattato di un progetto a breve termine e invece siamo in ballo da ben dieci anni, visto anche il grande successo del programma. Il "format" originale proviene dall’Australia, dove va in onda con il titolo di "Neighbors", che significa "Vicini di casa". Il ruolo che rivesto nel serial italiano non mi fa certo mancare di meno l’attività di attrice teatrale, anche se per il momento non ho progetti di questo tipo.

Tornando a Un posto al sole, uno spazio importante viene spesso dedicato ai temi sociali che vengono trattati di volta in volta. Ce ne vuole parlare brevemente, anche alla luce del ruolo da lei ricoperto nel format di Rai tre, quello di assistente sociale?
Sì, abbiamo affrontato quasi tutti i temi sociali, compresa l’omosessualità, sia maschile che femminile; volutamente gli autori hanno evitato solo la pedofilia, dato che molti sono i bambini che ci seguono alle venti e trenta ed il terrorismo, in quanto a Napoli, la città in cui la "Soap" si svolge, esso non si è finora manifestato in modi così drammatici. La volontà di tutti è quella di trattare argomenti scottanti o violenti in modo molto, come dire, lieve, senza tralasciare il realismo, in quanto andiamo in onda nell’ambito della cosiddetta fascia protetta. La scelta editoriale è sempre stata quella di mantenere la linea morbida, dato che il "serial" è seguito da intere famiglie, composte anche da bimbi piccoli. Converrà con me che non sempre per i genitori è facile spiegare ai propri figli temi scottanti come lo stupro o le violenze sulle donne.

Lo spettacolo cui abbiamo assistito, Donne: poesia, musica, favola, è interamente dedicato alla festa della donna. Ci vuole parlare della scelta dei brani che ha letto durante la serata?
La serata è stata, come lei stessa ha potuto vedere, del tutto informale, come da migliore tradizione di ogni caffè letterario che si rispetti; in modo molto morbido -mi conceda il termine- e quasi sottovoce, ho voluto proporre dei pezzi apprezzabili anche senza alzare troppo la voce, quindi con un tono volutamente sommesso. Ho scelto alcune poesie di Ada Negri risalenti alla fine dell’Ottocento, periodo in cui per la prima volta le poetesse ebbero la possibilità di firmare le loro opere senza rischiare di incappare nello scandalo, dato che i versi facevano preciso riferimento all’amore passionale per gli uomini; prima di allora queste autrici avevano firmato le loro poesie con uno pseudonimo maschile. Dopo di che ho letto, fra le altre cose, una divertente poesia di Trilussa che parla di una donna con la coda e, infine, una poesia anonima del Seicento,"Desiderata", un inno alla vita dedicato alle donne. Per l’accompagnamento musicale al pianoforte abbiamo scelto brani, fra gli altri, di Chopin, Debussy e Beethoven.

Lidia Borghi

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