lunedì 16 maggio 2011

I corti “altri”. Il caso di Sono sempre stata Chiara



Sono sempre stata Chiara (Italia, 5') è un cortometraggio di utilità sociale prodotto dalla Zer05film di Pistoia, piccola casa di produzione voluta, nel 2009, da un gruppo di persone appassionate di cinema che hanno iniziato a realizzare un cinema molto particolare
«il cinema che ci piaceva – come si può leggere sul sito Entr'Arteun cinema diretto, spiritoso ma anche poetico, irriverente e se necessario anche molto duro nelle sue denunce. Un cinema che torna a raccontare storie».
Come quella, bellissima e a tratti commovente, che parla di Chiara, una donna che ha completato la sua personale transizione di genere e che, insieme al suo amato, Luigi, desidera adottare una creatura che la possa chiamare mamma.
Più volte, dalle pagine elettroniche di questo blog, ho sottolineato l'immensa carica espressiva di un mezzo visivo come quello del corto che, in pochi minuti, grazie ad abili filmaker, riesce a condensare un'intera storia fatta di emozioni, eventi e vicende umane in pochi, decisivi fotogrammi.
La prorompente carica immaginifica dei cortometraggi sta tutta in quei pochi istanti girati e montati e un'opera come Sono sempre stata Chiara non fa eccezione. Tratta da un soggetto di Luigi Scardigli il quale ha firmato, prima di questo corto, il libro Dodici mesi per morire, la storia di Chiara è stata diretta da Alessandro D'aquino, mentre Lorenzo Vannucci ne ha curato fotografia e montaggio. Le bellissime musiche, essenziali e coinvolgenti, fatte di soli pianoforte e tromba, sono di John Toso & Mirko Fait (dall'album Just for you, etichetta discografica Way Music).
Chiara (Valentina Chiarugi) è una donna transessuale che ha realizzato quasi tutti i sogni di una vita in salita: ha ultimato la transizione di genere dal maschile al femminile, è legata da un profondo amore per Luigi (Luigi Scardigli) ed è proprietaria di un ristorante, anche se le manca ancora qualcosa per dirsi davvero completa, un figlio o una figlia. Da adottare. Sullo sfondo, ma neppure poi tanto, resta un padre che è ancora alla ricerca del figlio Salvatore.
La giuria del Florence Queer Festival 2010 ha premiato questa piccola, intensa opera visiva con la seguente motivazione: «per la leggerezza e la sensibilità nel raccontare uno spaccato di vita lasciandone intuire i risvolti più drammatici», per essere riuscita a mostrare al pubblico, grazie alla sapiente regia di Alessandro D'aquino, il delicato tema dell'identità di genere nella transizione di sesso, suscitando anche grande commozione, come nel punto in cui scava nei ricordi dell'infanzia di Salvatore/Chiara attraverso una fotografia, un'istantanea che ritrae un padre ed un figlio intenti a vivere un attimo di vita piena d'affetto. Lunghi, silenziosi scorci di vita descritti nei pochi momenti del corto, con un'intensità di sentimento che tocca il cuore.
Come è possibile leggere sul sito dell'Associazione TransGenere di Torre del lago (Lu), di cui è presidente la capace Fabianna Tozzi, promotrice ed animatrice di innumerevoli iniziative volte a far conoscere sempre di più il mondo del transessualismo alle tante persone che vivono immerse nel pregiudizio – oltre a gestire, insieme a Regina Satariano, il consultorio TransGenere “Tiziana Lorenzi” – questo documento visivo sta facendo il giro d'Italia in diversi convegni ed incontri, al fine di divulgare sempre di più le giuste conoscenze sul mondo del transgenderismo e del transessualismo.
Il corto Sono sempre stata Chiara si ispira all'articolo 3 della Costituzione Italiana che, è bene ricordarlo, recita:
 
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

A quanto pare, sino ad ora, questo articolo è stato alquanto disatteso nei palazzi del governo.

Lidia Borghi

Nessun commento:

Posta un commento