lunedì 2 maggio 2011

Il FEFF 13



Ha preso il via venerdì 29 aprile scorso il Far East Film Festival 2011 di Udine, giunto alla sua tredicesima edizione. I Paesi dell'estremo oriente coinvolti quest'anno sono Cina, Corea del sud, Filippine, Hong Kong, Indonesia, Malesia, Singapore, Taiwan, Thailandia, il martoriato Giappone e, per la prima volta, la Mongolia. Qualche numero?
Undici nazioni partecipanti, 2 sale a disposizione in cui si svolgerà una programmazione in contemporanea (il teatro Giovanni da Udine, con 1.200 posti a sedere e la sala Astra, che contiene 300 persone), una decina di proiezioni ogni giorno fino al sette di maggio, 50 titoli in concorso (i lavori visionati dalla giuria erano 450), 22 commedie cui è stata dedicata la sezione Asia Laughs, 15 film erotici all'interno della retrospettiva intitolata Pink Eiga, altrettante anteprime internazionali, 18 europee e 14 italiane. Il tutto impreziosito da due premi, il Gelso d'oro ovvero il premio del pubblico e il Gelso nero. In questa edizione, per la prima volta, verrà assegnato il Gelso d'oro alla carriera all'attore e regista di Hong Kong Michael Hui.
Quest'anno, più che mai, il FEFF è dedicato alla tragedia che il Giappone sta vivendo a causa del terremoto, del maremoto e della distruzione dei reattori nucleari. È stata infatti indetta una raccolta di fondi intitolata FEFF for Japan, il cui logo è stato disegnato dall'illustratore italiano Guido Scarabottolo.
Ideato ed organizzato dal Centro Espressioni Cinematografiche, il FEFF è, da sempre, dedicato all'”esplorazione del cinema popolare asiatico”, una vera e propria “missione di studio, di scoperta e di ricerca” come è possibile leggere sul sito ufficiale del concorso udinese, mentre l'edizione 2011 è il frutto di ben cinque anni di progetti che hanno comportato un esborso di settecentomila euro.
L'Asia è sì un territorio immenso, anche se le varie produzioni nazionali, di altissima qualità sia per i corti che per i medio e lungometraggi, hanno seguito una sorta di invisibile linea di contatto che abbraccia lo sterminato territorio cinese, per giungere fino in Corea e Giappone, passando per il sudest asiatico e la mongolia. Questa caratteristica ha fatto sì che ogni opera in concorso abbia un grande valore per tecniche impiegate e per risultati finali, come nel caso delle pellicole cinesi, che primeggiano in assoluto, seguite da quelle giapponesi: «Il Far East Film riflette dunque in tempo reale i movimenti cinematografici in atto nell’Estremo Oriente svelando una realtà artistica e produttiva che non ha eguali in nessuna altra parte del mondo».
Le persone appassionate di cortometraggi avranno di che essere soddisfatte anche in questo caso, poiché all'inferno del FEFF verrà presentato il primo corto girato per intero con un paio iPhone4, quelli dei fratelli Park Chan-Wook (Old Boy e Lady Vendetta) e Park Chan-Kyong. Il lavoro, annunciato già nei mesi passati, è costato circa 130.000 dollari, reca il titolo di Night Fishing, è un horror della durata 33' ed è stato proiettato per la prima volta in Corea del sud, per poi vincere l'Orso d'oro per il miglior cortometraggio al Festival del cinema di Berlino 2011. Da quel momento in poi il film dei fratelli Park Chan è diventato una produzione di culto, soprattutto in rete. Inutile dire che questo corto rappresenterà l'evento clou del FEFF 2011.
Chi si trova dalle parti di Udine, in questi giorni, potrà fare un salto al Far East Film Festival 2011, per farsi una scorpacciata di film orientali tutti interessanti e di alta qualità.

Lidia Borghi

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