lunedì 27 giugno 2011

DIVERGENTI, il festival internazionale di cinema trans


Il titolo dell'edizione 2011 di DIVERGENTI – Festival Internazionale di Cinema Trans, era “Essere all'altezza di un universo senza risposte”. Giunto alla quarta edizione, svoltasi a Bologna, presso il cinema Lumière, nei giorni dal 20 al 22 maggio 2011, questa particolare rassegna ha visto la proiezione di tanti lavori che hanno per tema il transessualismo ed il transgenderismo, sia sotto forma di medio che di cortometraggi.
Chi si attendesse un concorso rimarrebbe deluso, dal momento che il festival DIVERGENTI è un'importante vetrina che affronta, ogni anno, il delicato tema delle esperienze di molte donne e di tanti uomini, nel nostro Paese, che nascono in un corpo di femmina pur sentendosi maschi o in un corpo di maschio pur sentendosi femmine.
All'interno della sezione di presentazione della rassegna bolognese, sul sito ufficiale di DIVERGENTI, si può leggere: «il transessualismo è una patologia o un’esperienza umana significativa? Non è facile strapparsi di dosso quella camicia di forza imposta da una cultura che non prevede spazi oltre quelli concessi dalla norma eteropatriarcale, che pretende uniformità e corrispondenza a sesso e genere dati.»
L'edizione 2011 del festival è partita proprio dalla volontà di superare la scelta obbligata, imposta da una società a senso unico, dell'essere uomini in corpo si maschio e donne in corpo di femmina.
Quest'anno è stata l'Italia ad ospitare la versione europea del Gay Pride, che ha riproposto alle istituzioni europee ed italiane l'annosa questione del mancato riconoscimento dei diritti civili alle persone LGBT (acronimo di: Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali), inoltre fra non molto verrà rivista la definizione, contenuta nel DSM (l'acronimo di: Diagnostic and Statistical Manual for Mental Disorders, il manuale medico diagnostico, divulgato negli Stati Uniti, che contiene il più dettagliato elenco delle patologie mentali) della definizione di malattia transessuale – la cosiddetta disforia di genere –.
La domanda, mai pronunciata, che è serpeggiata per l'intera durata del festival è, infatti, la seguente: “Il transessualismo è una patologia o un'esperienza umana significativa?” Il comitato organizzatore dell'evento ha provato a dare una risposta, proponendo alcune significative opere di media e corta lunghezza che sono state presentate al cinema Lumière, a cominciare dall'omaggio a Marcella di Folco, storica presidente del MIT, il Movimento di Identità Transessuale, deceduta da pochi mesi, protagonista nel corto Mitica Marcella, cui è stato assegnato un premio speciale al miglior film contro la discriminazione, con il contributo dell'UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali).
Il festival divergenti è prodotto dal MIT in collaborazione con l'Università degli studi di Napoli Federico II, il Comune di Bologna, la Provincia di Bologna, la Cineteca di Bologna, la Regione Emilia Romagna, la CGIL e l'UNAR, che hanno fornito i patrocini per l'anno 2011 e viene organizzato, ogni anno, da un nutrito staff di persone: la presidente è Porpora Marcasciano, la curatrice Luki Massa, le valide collaboratrici Valeria Toro e Valerie Taccarelli, mentre a Marta Bencich sono affidate le delicate e lunghe operazioni di traduzione e sottotitolatura dei film.
Di seguito elenco le opere che sono state programmate, fra le quali segnalo il corto Sono sempre stata Chiara, al quale ho dedicato un intero post QUI:
MITICA MARCELLA – Italia, 20'
DEAR DAD LOVE MARIA – USA, 2009, 5'
GLEN OR GLENDA – USA, 1953, 65'
SEÑORITA – Filippine, 2009, 15'
NEL LAVORO DI SANDRA – Italia, 2006, 30'
LA VISITA – Cile, 2010, 15'
ÅNGRARNA – REGRETTERS – Svezia, 2010, 58'
REMEMBER ME IN RED – USA, 2010, 16'
SONO SEMPRE STATA CHIARA – Italia, 2010, 5'
T4-2 – USA, 2009, 4'
GUN HILL ROAD – USA, 2011, 88'
GUERRILLER@S – Spagna, 2010, 54'
MAKE A MATE – USA, 2009, 4', animazione
ANGEL – Francia, 2011, 62'
Più volte ho sottolineato, dalle pagine elettroniche di questo blog, la forza prorompente di una forma espressiva come quella del cortometraggio. Questo tipo di arte visiva riesce a tirar fuori dalle vicende narrate l'anima dei suoi personaggi in un tempo assai condensato, il che ha reso i corti uno dei modi privilegiati di narrazione per immagini, anche nel nostro Paese, prova ne sia il proliferare di festival e concorsi, tutti assai validi per qualità e contenuti, spesso patrocinati dalle istituzioni locali.

Lidia Borghi

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