martedì 16 agosto 2011

Cortometraggi illustri. The Critic

Desidero omaggiare il grande cineasta Mel Brooks con una dedica al cortometraggio d'animazione The Critic (USA, 1963, 14'), diretto da Ernest Pintoff.
Forse non molte persone sanno chi fosse Pintoff: animatore americano, musicista jazz e pittore, divenne regista indipendente proprio nel 1963, quando iniziò a dedicarsi al teatro ed alla pubblicità.
The Critic gli valse il premio Oscar, da lui ritirato durante la cerimonia dello stesso anno – quella condotta dal mitico Jack Lemmon – grazie alla particolare commistione di suono e disegno ed all'indubbia ironia del prodotto finale, garantita dalla presenza di Mel Brooks.
La caratteristica più importante di questo corto d'autore risiede nell'uso delle forme astratte – che a Pintoff ricordavano in modo vago le strane figure geometriche della biologia – che, grazie all'animazione del regista statunitense, si muovono a ritmo della musica di un'arpa sullo schermo. In questo complesso insieme si inserisce la voce narrante di Mel Brooks, che veste i panni di una noiosa persona anziana. Come prende a fare commenti rumorosi, chi gli sta intorno gli intima di chiudere il becco e lui, per tutta la durata della proiezione, non fa altro che continuare a criticare il video.
Mel Brooks, al secolo Melvin Kaminsky, nacque e crebbe a Brooklyn da genitori ebrei immigrati dall'Est europeo. Quando era giovane, era spesso fatto oggetto di bullismo da parte dei coetanei, più corpulenti di lui, così finì per sviluppare una particolare forma di comicità, con un grande gusto per l'assurdo. Al suo ritorno dal secondo conflitto mondiale cominciò a frequentare i più importanti locali di cabaret di New York.
Questa sua indole comica gli venne assai bene, per immergersi nei panni del vecchio mugugnone di The Critic, per il quale non fece altro che incarnare il tipico ebreo d'età che non trova di meglio da fare che sparare a zero su tutte le situazioni che non comprende. I suoi commenti tranchant, durante la proiezione del corto, conferiscono un cero valore aggiunto ad un'opera che si meritò in pieno l'Oscar, anche grazie ai disegni ed all'animazione di Bob Heath.
Le parodie che Brooks ha dedicato ai tanti mostri sacri dello Star System di Hollywood sono diventate altrettante pietre miliari del cinema comico di tutti i tempi, anche se mi piace ricordare l'uomo che mi ha fatto ridere di più in assoluto con le sue pellicole (una su tutte: Frankenstein Junior, il suo capolavoro), proprio per un cortometraggio che di certo non passerà alla storia del cinema breve, anche se a me piace credere il contrario.

Lidia Borghi

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