lunedì 22 agosto 2011

Il Giffoni Film Festival 2011

Durante i giorni dal 12 al 21 luglio 2011 si è tenuta la quarantunesima edizione del Giffoni Film Festival (Giffoni Valle Piana, Salerno), l'evento principe, in Italia, dedicato al cinema per l'infanzia.
Nato nel 1971 per volere dell'allora diciottenne Claudio Gubitosi, che da sempre ne è il direttore artistico, con il passare dei decenni questo concorso cinematografico ha perso la sua caratteristica regionale, per diventare un festival internazionale che, ogni anno, può avvalersi della presenza di tante star internazionali, sia fra gli ospiti che all'interno delle giurie di qualità (quest'anno il GFF ha potuto contare, fra le altre e gli altri, su stelle come Paola Cortellesi, Aldo, Giovanni e Giacomo, Jovanotti, Hilary Swank, edward Norton, Valeria Golino, Barbara De Rossi e Matteo Branciamore).
Il cinema per l'infanzia è così diventato, nel nostro Paese, anche grazie alla presenza sul territorio di un evento come il Giffoni Film Festival, un genere a se stante che è in grado di avere un forte impatto economico. E così, nel corso degli anni, accanto a quella più importante, formata da ragazze e ragazzi, si sono avvicendate tante giurie composte da grandi protagoniste e protagonisti del cinema di tutto il mondo, come Robert De Niro, Meryl Streep, Meg Ryan, Kathy Bates, Christina Ricci, Susan Sarandon e Samuel L. Jackson, ai quali è spettato l'arduo compito di scegliere le opere vincitrici delle quarantuno edizioni del concorso campano.
Il titolo dell'edizione appena conclusasi è Link ovvero la parola della lingua inglese che, oggi più che mai, nell'era di internet, ha assunto un ruolo fondamentale per raggiungere ogni parte del mondo via PC o Mac, così come mediante lo smartphone o le tablet, restando all'interno delle mura domestiche: «Il link è una connessione, è un collegamento, è un legame appunto! Ogni aspetto nel nostro mondo digitalizzato e globale è collegato a qualcos’altro. Siamo tutti uniti da fili più o meno visibili e i confini si smembrano sotto il peso delle “cose linkate”». (fonte)
E così, nell'intento del comitato organizzatore del GFF 2011, è stato possibile approfondire il termine inglese nelle sue accezioni più ampie, non solo quella di “collegamento”, ma anche quelle di condivisione e di ponte, al fine di rivelare i complessi meccanismi che regolano i rapporti interpersonali, mentre si approfondisce il concetto di globalizzazione.
Finanziato dall'UE, dalla Regione Campania, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Provincia di Salerno, il Giffoni Film Festival può contare sul sostegno ed il patrocinio del Ministro della Gioventù, del Comune di Giffoni Valle Piana e della Camera di Commercio di Salerno.
Segnalo, di seguito, i cortometraggi che hanno vinto, all'interno delle rispettive sezioni, il primo ed il secondo premio dell'edizione 2011, a riprova che, anche nel delicato ambito del cinema per l'infanzia, i corti hanno saputo ritagliarsi un posto di tutto riguardo, grazie alla loro grande efficacia, pur nei pochi minuti di durata.
SEZIONE ELEMENTS +3Gloria Meets a Real Owner (Italia, 2010, animazione, 3',30''), regìa di Joshua Held. Tora Chan (Italia, 2010, animazione, 5',50''), regìa di Claudia Cutrì, Davide Como, Stefano Echise, Valerio Gori
SEZIONE ELEMENTS +6Carlotta and the Cloud (Germania, 2010, 6',41''), regìa di Daniel Acht
SEZIONE ELEMENTS +10Weightless (Svezia, 2011, 13'), regìa di Robert Lundmark e Magnus Johansson
SEZIONE GENERATOR +13Bekas (Svezia/Iraq, 2010, 29', Beta), regìa di Karzan Kader. Lighthearted Boy-Pizzangrillo (Italia, 2011, 15', 35 mm), regìa di Marco Gianfreda
SEZIONE GENERATOR +16Burungo (Finlandia, 2010, 13',30''), regìa di Dome Karukoski e Pamela Tola. This Means Forever (Svezia, 2011, 17'), regìa di Amanda Kernell
SEZIONE GENERATOR +18The Guilt (Italia, 2011, 12',48''), regìa di Francesco Prisco. Natural Things (Italia, 2010, 28'15), regìa di Germano Maccioni
Fra i cortometraggi vincitori segnalo The Guilt-La colpa, di Francesco Prisco, che si è aggiudicato anche il premio speciale Golden Spike Award, con la seguente motivazione: «Per aver narrato con autentica verità le varie facce dell’”uomo” attraverso un magistrale utilizzo del “cortometraggio” come efficace mezzo di comunicazione e sensibilizzazione di importanti tematiche sociali quali il pregiudizio verso il diverso» (fonte)

Lidia Borghi

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