mercoledì 3 agosto 2011

Un corto in tre atti per raccontare la ferita mai rimarginata del G8 di Genova


Genova senza risposte (Italia, 2001, 76') è il titolo di un mediometraggio prodotto a sei mani da Teresa Paoli, Federico Micali e Stefano Lorenzi. La versione finale è il risultato di un complesso montaggio di 40 ore di girato che i tre filmaker toscani hanno svolto durante i terribili giorni del G8 di Genova, a luglio 2001, una ferita ancora aperta per la Città dei diritti e per i suoi abitanti.
Genova senza risposte è a tutti gli effetti il video meno di parte fra quelli che sono passati alla storia come “I fatti del G8”, culminati con la morte di Carlo Giuliani ed i massacri alla scuola Diaz e alla caserma di Bolzaneto della Polizia di Stato.
Girato con una videocamera compatta a turno dai due autori e dall'autrice, questo documentario rivela la sua origine spontanea e non risparmia all'occhio di chi guarda le tante immagini frutto della paura e dell'agitazione di quegli eventi intrisi di una violenza inaudita. Il tutto con due occhi di riguardo, da parte dei filmaker: la protezione del materiale filmato e la propria incolumità.
Da questa esperienza sono così nati un mediometraggio in bianco e nero, arricchito di ulteriori 18' inerenti i processi penali in corso e l'uso dei gas lacrimogeni CS, il cui impiego, in azioni di guerra, è da tempo vietato a causa degli effetti irreversibili sul corpo umano – ricordo che a Genova, durante gli scontri di quei giorni ne furono esplosi più di seimila alla volta delle persone manifestanti – ed un cortometraggio di tre minuti, suddiviso in tre atti (GUARDA IL VIDEO), che è possibile scaricare in ben due formati dal sito ufficiale del corto, dal titolo Genova in tre atti (Italia, 2001, 3', free copyright).
Tre atti per tre minuti, uno per ciascuna fase saliente, messa in evidenza dalle crude immagini; una sintesi portata alle estreme conseguenze che, per sua stessa natura, è in grado di suscitare forti emozioni in chi rivive quei terribili momenti, a distanza di dieci anni.
Questo particolare documento visivo è stato presentato al Festival Videominuto di Prato in anteprima, per vincere, poi, il premio quale migliore opera al Festival di critica cinematografica della bassa marca anconetana, nella sezione dedicata ai cortometraggi. In giuria erano presenti nientemeno che Giuliano Montaldo e Michele Placido.
ATTO PRIMO (1') – Il pacifico corteo dei Migranti – 19 luglio 2001
ATTO SECONDO (1') – Le immagini più crude dei pestaggi ad opera delle forze di pubblica sicurezza, culminate con la morte di Carlo Giuliani in piazza Alimonda – 20 e 21 luglio 2001
ATTO TERZO (1') – Gli interni della scuola Diaz ripresi il giorno successivo al blitz ordinato dall'allora capo della Polizia di Stato, Gianni De Gennaro, costato 93 arresti e 60 persone ferite – 22 luglio 2001
Questo grande esempio di cinema breve è esente da Copyright, per espressa volontà dei due autori, Stefano Lorenzi e Federico Micali e dell'autrice, Teresa Paoli; il video può essere quindi proiettato in qualsiasi occasione e per qualsiasi scopo non commerciale.
La paura che la gente non ti creda, creda che tu esageri, che non è possibile che quello che dici di aver visto è vero” è la frase che si legge all'inizio del mediometraggio ed è il pensiero ricorrente che le persone che vivono a Genova hanno nella mente ogni volta che viene affrontato il discorso del G8 del 2001, un evento tragico sotto ogni aspetto che ha visto calpestati i più elementari diritti civili, quelli che dovrebbero essere garantiti all'interno di uno stato laico e democratico. Per le Genovesi ed i Genovesi questa è una ferita ancora aperta che mai si rimarginerà.

Lidia Borghi

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