lunedì 5 settembre 2011

Corti illustri. Omaggio a Mario Monicelli


Dedico un altro post ai corti illustri, rendendo omaggio al maestro indiscusso della commedia all'italiana oltre che ad un cineasta invidiatoci da tutto il mondo, Mario Monicelli.
I suoi cortometraggi sono quattro:
AUTOSTOP (Italia, 1978, 10' circa) – Guarda il video
FIRST AID (Italia, 1978, 13' circa) – Guarda il video #1 Guarda il video #2
TOPI DI APPARTAMENTO (Italia, 1997)
VICINO AL COLOSSEO C'È MONTI (Italia, 2008, 18' circa) – Guarda il video #1 Guarda il video #2
Il corto Autostop fa parte del film I nuovi mostri (1977), di Dino Risi, Ettore Scola e lo stesso Monicelli e narra la vicenda, finita in tragedia, di una giovane autostoppista (Ornella Muti) la quale, fatta oggetto di pesanti approcci sessuali da parte di un automobilista (Eros Pagni), pur di tenere a bada l'energumeno si finge appena evasa dal carcere. Quella che, tenuta nascosta nella borsa, sembra un'arma è, invece, l'asciugacapelli che innescherà la violenza mortale.
First Aid, che fa parte sempre de I nuovi mostri, vede un biondo ed occhialuto Alberto Sordi con tanto di Rolls-Royce aggirarsi per le strade di Roma alla ricerca di un indirizzo sconosciuto. Si tratta del nobile Giovan Maria Catalan Belmonte, filo-clericale che, avendo trovato sul selciato un uomo appena investito, lo carica in auto e va alla vana ricerca di un pronto soccorso. Dopo esservi visto negare l'aiuto di ben tre nosocomi, il colorito personaggio riporta il malcapitato, ormai moribondo, lì dove lo aveva trovato, nei pressi del monumento a Giuseppe Mazzini, di fianco al Circo Massimo, sull'Aventino. Nella finzione il bronzeo omaggio è a Mussolini.
Nel 1997 Monicelli girò Topi di appartamento, di cui sono riuscita a sapere che è stato interpretato da Claudia Natoli e Manrico Gammarota nell'ambito di un progetto denominato I Corti Italiani – presentato al Festival del cinema di Venezia – che ha visto la partecipazione, con il corto La crepa (Italia, 1997, 18'), anche di Romeo Conte, il cuore e l'anima del Salento Finibus terrae Film Fest, il concorso salentino riservato ai cortometraggi cui ho dedicato un post QUI ad agosto 2011. All'interno di questo corto, che ha avuto la sceneggiatura di Alessandro Sortino e Filippo Roma, due ladri inusuali, un po' goffi ed un po' curiosi, si accingono a ripulire una villa, ma vengono attirati dai messaggi lasciati nella segreteria telefonica dell'abitazione e così, anziché portare a termine il misfatto, si lasciano coinvolgere dalle vicende famigliari. Monicelli così commentò questo divertente esempio di cinema corto: «Misurarsi con un racconto breve è un’ottima scuola per gli aspiranti registi o sceneggiatori che devono concentrare in pochi minuti lo sviluppo di una storia che abbia un inizio e una fine. Solitamente scrivo da me le sceneggiature ma leggo tutti gli scritti che mi mandano, e se trovo qualcosa di interessante non vedo perché non realizzarli, se ne ho la possibilità.» (fonte: Rita Celi, Dieci film piccoli piccoli per maestri e debuttanti, La Repubblica, 20 agosto 1997)
Per conoscere la storia di Vicino al Colosseo c'è Monti è possibile leggere le parole di Chiara Rapaccini, la persona amata da Monicelli, colei che stette accanto al regista fino al giorno del suicidio. Girato dal cineasta nel 2008, questo esempio di cinema breve è stato ideato proprio dalla Rapaccini la quale affermò, poco prima della proiezione del corto al Salento Finibus terrae Film Fest: «Monicelli è stato un Virgilio per le nuove generazioni: quando abbiamo girato il suo primo e ultimo documentario “Vicino al Colosseo c’è Monti” ha arruolato tutti giovani, dalla regia al direttore della fotografia ai tecnici. Pensai di ricucire tutto il quartiere in un documentario, genere che Mario non aveva praticato. Nella sua opera ci sono tutti gli amici di Mario del quartiere: dal gelataio al barbiere, dal barista al fruttivendolo.» (fonte)
Concludo sottolineando che, all'interno dell'elenco che ho proposto poco sopra non compare il primo cortometraggio in assoluto girato da Monicelli. Si tratta de Il cuore rivelatore (Italia, 1934, 15'), un film muto in 16 mm che venne sceneggiato dallo stesso regista, dal cugino Alberto Mondadori e da Cesare Civita, che ne curò anche la fotografia; l'opera venne prodotta dalla Passoridottisti Cineamatori di Milano e fu distribuita dalla Cineteca di Bologna.
Il video, come lo chiameremmo oggi, si ispirava all'omonimo racconto breve di Edgar Allan Poe (1843), in cui lo scrittore narrava la confessione di un omicidio premeditato da parte del suo autore. Sarà il battito incessante e martellante del cuore del morto a rivelare l'atroce delitto.
Mario Monicelli così ebbe ad esprimersi in merito a questo esempio di cinema breve d'autore: «In precedenza avevo fatto insieme ad Alberto Mondadori e a Alberto Lattuada, che in quell'occasione fece l'architetto (poiché era studente di architettura), un cortometraggio per i Littoriali della Cultura; s'intitolava “Il cuore rivelatore” ed era tratto da un racconto di Poe. Venne bollato come un esempio di “cinema paranoico”. Chissà perché lo girammo. Forse per reazione a quello che si faceva allora! L'operatore era un nostro amico, si chiamava Civita, un ebreo un po' più anziano di noi che si occupava di editoria; poi dovette emigrare in America ed è diventato un grossissimo personaggio dell'editoria americana.» (fonte: L'arte della commedia, a cura di Lorenzo Codelli, Dedalo edizioni, Bari, 1986)
Di seguito la scheda del corto.
IL CUORE RIVELATORE
regia: Mario Monicelli, Cesare Civita, Alberto Mondadori
soggetto: dal racconto omonimo di Edgar Allan Poe
sceneggiatura: Mario Monicelli, Cesare Civita, Alberto Mondadori
fotografia (bianco e nero): Cesare Civita
scenografia: Alberto Lattuada
interpreti: G. Pedoni, G. Caria, G. Buschi, V. Rani
produzione: Passoridottisti Cineamatori, Milano
formato: 16mm, muto
origine: Italia, 1934
durata: 15'
Sinossi
Chiuso in una stanza, con un’unica finestra che dà su un albero scheletrico, un uxoricida folle ossessionato dal ricordo della moglie uccisa, continua a sentirne il battito del cuore.
A presto per nuovi omaggi ai corti illustri!


Lidia Borghi

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