lunedì 14 novembre 2011

Aimée & Jaguar. Un amore lesbico sotto le bombe della Berlino nazista

Aimée e Jaguar sono i nomi di fantasia utilizzati da Lilly e Felice per firmare le appassionate lettere che si scambiarono durante la loro intensa storia d'amore, sullo sfondo degli orrori perpetrati dal nazismo in Germania.

Tratto dal vero rapporto d'amore vissuto dall'ariana Lilly Wust e dall'ebrea clandestina Felice Schragenheim, così come è stato narrato nel documentario Love Story: Berlin 1942 (a sua volta basato sul romanzo storico Aimée und Jaguar di Erica Fischer) il film Aimée & Jaguar venne diretto da Max Färberböck nel 1998, su sceneggiatura di Rona Munro e dello stesso Färberböck.

Berlino, 1943. Le forze americane alleate sono già sbarcate in Italia. Il Terzo Reich comincia a sgretolarsi. Lilly (Juliane Koehler) è la moglie di un militare tedesco della Wehrmacht (Detlev Buck) che sta combattendo sul fronte orientale. Da perfetta moglie e madre ariana, ha dato alla Germania di Hitler ben quattro figli, meritandosi la mutterkreuz ovvero la croce di bronzo al merito, che veniva conferita dal regime alle più prolifiche madri ariane. Felice (Maria Schrader) è, almeno all'apparenza, tutto l'opposto di Lilly. Ebrea, coraggiosa esponente clandestina della resistenza tedesca, lesbica dichiarata, riesce a sedurre la prolifica genitrice germanica con il suo fascino e tante, infuocate lettere d'amore. Utilizzando i nomi di fantasia di Aimée e Jaguar, le due donne riescono a nascondere il loro amore totale fino a che, un giorno, le squadracce della Gestapo irrompono nell'appartamento di Lilly. Felice verrà tradotta nel campo di concentramento di Theresienstadt e, diversi mesi dopo, morirà di fatica.
Tutto ciò viene narrato nella sceneggiatura di Aimée & Jaguar, anche se è la realtà, impressa nel documentario originale della storia di Lilly e Felice, a mostrarci le due donne, in carne e ossa, mentre si scambiano attimi di vita amorosa nei pochi mesi che riuscirono a trascorrere insieme, immerse nel terrore di essere scoperte.
Quando la pellicola di Färberböck uscì nelle sale cinematografiche – era il 1999 – Lilly Wust era ancora viva, vegetava in un ospizio ed aveva ottantacinque anni. Aimée & Jaguar in Italia non arrivò mai e, sia il documentario che il film da esso tratto, si trovano in DVD, in lingua originale con sottotitoli in italiano.
Vincitrice al festival cinematografico di Berlino del 1999 dell'Orso d'oro, conferito ad entrambe le attrici protagoniste, quest'opera ha fatto storcere il naso a più di un critico cinematografico, non tanto per il tema dell'amore lesbico ma, soprattutto, a causa dell'uso a tratti un po' eccessivo di elementi di decorazione ed abbellimento, a scapito dell'approfondimento psicologico dei due personaggi principali. Nonostante questa forzatura stilistica, la vicenda di Lilly e Felice, nel film di Färberböck, offre ben più di uno spunto di riflessione.
La storia d'amore fra due donne così diverse l'una dall'altra, riesce a nascere e crescere nonostante le bombe e il clima di terrore imposto dal regime totalitaristico nazista, mentre ci mostra la rigida Aimée e la spregiudicata Jaguar intente a ritagliarsi uno spazio privilegiato all'interno del quale la loro gioia di vivere non verrà meno fino al giorno della cattura di Felice. Quel che resta sullo sfondo è la tragedia delle migliaia di soldati tedeschi che persero la vita sul fronte russo, combattendo contro i militari sovietici dell'altro regime totalitaristico, quello di Stalin.
Quel che poche persone sanno è che la sceneggiatura del film, scritta dal regista a quattro mani con la scrittrice inglese Rona Munro, ha impegnato i due in mesi e mesi di lettura ed analisi del corposo carteggio amoroso di Lilly e Felice, per non parlare dei diari vergati a mano da Lilly Wust, dai quali emerge che la perfetta genitrice ariana arrivò al punto di chiedere al marito il divorzio, cosa impensabile per la società tedesca dell'epoca. Uno scandalo inconcepibile.
La storia vera di Lilly – Aimée e Felice – Jaguar terminerà in modo drammatico: a seguito della deportazione, la Schragenheim perì pochi mesi prima del crollo del regime nazista, durante una delle cosiddette marce della morte, gli estenuanti trasferimenti a piedi verso il campo di concentramento di Auschwitz.
«Ora dormi dolcemente. Voglia il cielo che, fino a quando la tua vita non sarà finita, l'amore possa vivere». Così la dolce Jaguar augura la buona notte alla sua amata Aimée, sotto il cielo attonito di Berlino.

Lidia Borghi

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