lunedì 14 novembre 2011

Amore nero, un corto contro la violenza sulle donne


L'undici novembre 2011 l'agenzia AdnKronos ha battuto la notizia riguardante un nuovo cortometraggio di utilità sociale dedicato alle donne fatte oggetto di violenza famigliare, la più frequente, nel nostro Paese, quella che si consuma all'interno delle mura domestiche. Il corto si intitola
Amore nero (Italia, 2011, 14') ed è stato scritto e diretto dal famoso attore Raoul Bova per la Sanmarco, la casa di produzione messa su con la moglie, Chiara Giordano.
Il lavoro, co-prodotto da Mediafriends Onlus, l'organizzazione senza scopo di lucro diretta da Massimo Ciampa, è diventato un DVD che verrà distribuito a poco meno di dieci euro nei negozi di una nota catena di elettronica, al fine di sostenere l'opera dell'associazione Doppia difesa, voluta e messa su dall'avvocata Daniela Bongiorno e dall'attrice Michelle Hunziker, la protagonista in Amore nero. Tutti i proventi derivati dalle vendite del disco, infatti, contribuiranno a sostenere le richieste di intervento e di aiuto provenienti da centinaia di donne italiane maltrattate dai mariti, dai compagni e dai fidanzati.
All'interno di questo corto la Hunziker impersona Laura, una donna come tante che, subito dopo l'ennesima serie di percosse ricevute dal marito, il volto ed il collo segnati da innumerevoli lividi, prova una tremenda paura al solo pensiero di denunciare il consorte (nella finzione l'attore Giorgio Marchesi).
Raoul Bova è stato abile, in Amore nero, a mostrarci la sottile violenza psicologica che si cela dietro le botte ricevute dalla protagonista, un misto di impotenza, solitudine e terrore fisico per le eventuali ripercussioni che una denuncia si porta dietro. La stessa protagonista, fatta oggetto per diversi anni di Stalking da parte di un depravato, ha asserito di aver provato una difficoltà enorme nell'impersonare la donna percossa, dopo aver ascoltato le testimonianze di decine di mogli e compagne che sono state fatte oggetto di violenza casalinga. La nota artista italiana ha così proseguito: «Stalking e violenza sulle donne sono due argomenti sempre attuali e difficili da raccontare all’interno di un film. “Amore nero” nasce dalla necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica su una problematica così attuale e dall’intenzione di combattere l’indifferenza, la prevaricazione e la discriminazione alimentate dal silenzio».
Ricordo anche che, fra i contenuti speciali presenti nel DVD, ci sono un paio di interviste – alla Bongiorno ed alla Hunziker – la prima delle quali spiega a che punto sia l'attuale legislazione a tutela delle donne italiane che hanno subito violenza entro le mura domestiche. Un motivo in più per acquistare il disco, fino alla fine di giugno 2012.
Come in genere accade per tutte le forme di violenza subita dalle categorie più deboli, anche nel caso delle donne troppo spesso si preferisce passare sotto silenzio una problematica sociale così pressante che, oramai, nel nostro Paese è diventata una vera e propria emergenza, ecco perché lavori come quello diretto da Raoul Bova sono importanti, poiché non si farà mai abbastanza per denunciare un inquietante fenomeno che ha strettissime relazioni con il maschilismo patriarcale presente da tempo immemorabile in Italia.
Dieci milioni. Tanti sono i casi di violenza famigliare – per la maggior parte mai denunciati – che hanno avuto come protagoniste altrettante donne italiane nel 2010. Dieci milioni di storie atroci i cui danni, il più delle volte, vengono minimizzati da altrettante madri che, esse stesse, magari per decenni, hanno subito le violenze dei mariti in silenzio, “...tanto non c'è nulla da fare e poi... chissà che dirà la gente. Meglio tacere...”.
Amore nero ha già incassato un premio sicuro, una targa d'onore giunta dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano mentre, d'ora in poi, l'opinione pubblica italiana avrà un motivo in più per pensare che il silenzio, in casi del genere, non paga ma, anzi, non fa che alimentare l'indifferenza e, con essa, la discriminazione. Ed ora non mi si venga a dire che la parità fra uomo e donna, in Italia, è compiuta.

Lidia Borghi

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