lunedì 19 dicembre 2011

Il nuovissimo corto di Giovanni Meola ha un protagonista d'eccezione


Venerdì venticinque novembre 2011 il capoluogo partenopeo ha reso omaggio al regista e drammaturgo afragolese Giovanni Meola, al quale ho dedicato un paio di post su questo blog. L'evento ha avuto luogo presso l'auditorium
InCampus di Napoli, in occasione del decimo convegno promosso dall'AIRSC (Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del Cinema).
Meno di un mese più tardi, giovedì quindici dicembre scorso, a Torino, Meola ha presentato il suo nuovo cortometraggio, intitolato Il sospetto (Italia, 2011, 13'), interpretato da Massimo Dapporto.

La proiezione, in prima regionale, è avvenuta presso l'auditorium del Laboratorio Multimediale Guido Quazza del DAMS (Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo) di Torino, alla presenza dell'autore e, in collegamento telefonico da Milano, con Massimo Dapporto, impegnato a teatro con il suo ultimo spettacolo.

Scritto, sceneggiato e diretto dallo stesso Meola, Il sospetto fa ora parte della cosiddetta Tetralogia Barbara (insieme a Il Pinocchio carognone, In apnea e il pluripremiato Bando di concorso) ovvero la produzione di cinema breve attraverso la quale l'autore ed il suo nutrito gruppo di attrici ed attori sta da anni affrontando il delicato tema che ha per titolo Teatro & legalità.

La trama de Il sospetto vede il protagonista, un uomo di fede, in chiesa in procinto di confessarsi, alle prese con una crisi esistenziale così profonda da indurlo a mettersi nei panni di un'altra persona pur di comprendere il perché di un terribile accadimento. Ed ecco che il tormento interiore dell'uomo si trasforma, grazie ad una serie di personaggi – di contorno ma essenziali – in una tragedia di molti.

Chi meglio di un grande interprete come Massimo Dapporto avrebbe potuto calarsi nei panni del protagonista de Il Sospetto? Come è possibile leggere nel comunicato stampa diffuso da Giovanni Meola, Dapporto «è stato questo personaggio sin dal primo momento, con cura ed attenzione e la sua ricchezza attoriale, abbinata ad una umiltà fuori del comune, ci hanno permesso di scoprire sfumature sottilissime nel tratteggiare la figura di un uomo che non si riconosce più.»

Il quarto corto di Meola è stato riconosciuto un lavoro di «interesse culturale nazionale con rilevanti finalità artistiche e culturali», come si apprende dal comunicato ufficiale divulgato dal Dipartimento dello spettacolo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che ha sostenuto la produzione de Il Sospetto.

Prodotto dalla Imago e da Virus Film – la propaggine cinematografica di Virus Teatrali, la compagnia teatrale dello stesso Meola – grazie al supporto di Run Comunicazione, Il Sospetto ha potuto contare sulla presenza di alcuni fra i migliori talenti del gruppo di Giovanni Meola, Luigi Credendino, Daniela Marazita ed Enrico Ottaviano.

Un discorso a parte merita il cast tecnico, per la grandissima qualità delle persone che ne fanno parte: la fotografia è stata curata dalla grande produttrice di documentari Pina Mastropietro, le musiche originali sono di un'altra donna, Enrica Sciandrone, la scenografia è curata da Emita Frigato, la scenografa che ha vinto il David di Donatello 2011 per Noi credevamo (di Mario Martone) mentre Giuseppe Trepiccione ha supervisionato il montaggio.

Giovanni Meola sa stupire il suo variegato pubblico con produzioni di altissimo valore civile, forte di una preparazione personale e di un'esperienza sul campo che poche altre persone possono vantare, nel nostro Paese, se si pensa alla relativa sua giovane età; mi limito al solo campo cinematografico, in cui Meola ha vinto il concorso internazionale per sceneggiature inedite all'edizione 2007 del Pescara Corto Script, mentre risale al 2006 la produzione del suo primo vero esempio di cinema breve, HINTER-LAND 1-0/2-0/3-0, che gli è valso il primo premio a Cinematografare 21-Società Civile; sempre nel 2007 ha prodotto il primo cortometraggio della Tetralogia Barbara, Il Pinocchio carognone – grazie al quale ha ottenuto nove primi premi in altrettanti concorsi – cui sono seguiti In apnea nel 2008 e Bando di concorso nel 2010.


Lidia Borghi

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