martedì 27 dicembre 2011

Omovies. Il concorso di Napoli dedicato al cinema altro

L'articolo è stato pubblicato anche sul DGP
Si è conclusa da una decina di giorni l'edizione 2011 dell'evento cinematografico Omovies – Festival di Cinema Omosessuale e Questioning (Napoli, 15/18 dicembre 2011) che, da quattro anni, anima le opere di cinema lesbico, gay e transgender a Napoli.

Promosso ed organizzato dall'Associazione di Promozione Sociale i Ken onlus, nelle persone di Carlo Cremona e Marco Taglialatela, Omovies è il primo concorso di cinema altro che si svolge nel sud della Penisola e contiene una ricca sezione dedicata ai cortometraggi.

Le parole contenute nella presentazione, sul sito ufficiale dell'evento partenopeo, non lasciano spazio a dubbi: «Il festival è un evento Cinematografico per la Cultura dell'Amore e le sue Differenze, è aggregazione sociale e giovanile, è luogo di riflessione, condivisione e sviluppo, è opportunità di contaminazione tra giovani e meno giovani, tra giovani omosessuali, transessuali ed eterosessuali.» Ed è anche uno spazio privilegiato di riflessione proficua sugli scottanti temi della discriminazione e dell'omofobia, attraverso l'efficacissimo mezzo visivo del cinema, la cui arte si mette a totale disposizione, per tre giorni consecutivi ogni anno, della cultura LGT italiana.

La parola chiave del concorso è, dunque, SUPERAMENTO. Di che cosa? Dei pregiudizi. Quelli – troppi – che accompagnano da sempre il mondo delle lesbiche, dei gay e delle persone trans nel nostro Paese. E perché l'uso del termine Questioning? Perché To quest in inglese significa anche «porsi domande e mettersi in discussione riguardo ad un preciso tema oppure ad un'idea – che rappresenta – l'elemento chiave di apertura e condivisione delle tematiche e delle problematiche legate all'orientamento sessuale e/o all'identità di genere (...)», come è possibile leggere nella sezione dedicata al CHI SIAMO, sempre sul sito ufficiale di Omovies.

E così, cinema lungo a parte, anche Omovies dedica ad ogni sua edizione uno spazio di tutto rispetto al linguaggio del cinema breve, grazie al partnerariato con il Comune di Napoli, con la Mediateca Comunale di Santa Sofia e con il Festival del cortometraggio del Comune di Napoli denominato 'O Curt'.

Ed ecco, di seguito, l'elenco completo dei corti in concorso.

Virgo dai colori primari (Italia, 2011, 11',50'') – di Egidio Ferrara

Punto di forza (Italia, 2011, 4',30'') – di Marco Iannaccone

Sunrise of a Special Day (Italia, 2011, 1',30'') – di Giuseppe Bucci

Take it/Break it (Slovenia, 2011, 19',56'') – di Masazia Lenàrdic e Anja Wutes

In piedi (Italia, 2011, 4',46'') – di Giuseppe Bucci e Ferdinando D'Urbano

Vittoria (Italia, 2011, 10',03'') – di Carlo Alfaro

Sandanski (Italia, 2011, 5',23'') – di Paolo Ferracini

Nino del Vomero (Italia, 2011, 10',07'') – di Giuseppe Bucci

Lascio per ultimo l'evento clou di sabato diciassette dicembre 2011 ovvero la tavola rotonda intitolata Nuove prassi per il superamento delle pratiche machiste nella vita e nei luoghi di lavoro delle donne, preceduta dalla proiezione del mediometraggio L'altra altra metà del cielo (Italia, 2009, 45') – cui ho dedicato alcuni post su questo blog – ideato da Maria Laura Annibali e diretto e montato dalla valente regista Salima Balzerani.

L'opera prima dell'autrice romana, la quale fa parte – fra le altre cose – del direttivo dell'associazione Di' Gay Project di Imma Battaglia, ha rappresentato il validissimo spunto per affrontare l'annoso tema del maschilismo sui luoghi di lavoro, le cui vittime privilegiate sono le donne, come quelle che sono apparse in un lavoro che ha iniziato a sondare il variegato mondo delle lesbiche italiane, dall'epoca del femminismo in avanti, grazie alle testimonianze dirette di alcune donne con orientamento sessuale altro rispetto alla presunta norma eterosessista vigente nel nostro Paese.

L'opera di Maria Laura Annibali è preziosa a tal punto che l'autrice ha da tempo messo mano alla seconda parte della storia; questa verrà assai presto proiettata in anteprima nazionale a Roma, città natale della Annibali, rivelando a spettatrici e spettatori un altro pezzo di Italia lesbica e, con essa, un'altra interessantissima serie di storie vere di donne omoaffettive impegnate nel sociale, dichiarate in società ed in famiglia, che hanno trovato il grande coraggio di superare le diffidenze di una società ammalata di pregiudizio per raccontarsi davanti alla telecamera di una grande regista italiana.

Festival altri come Omovies hanno un'importanza che va oltre il mero valore cinematografico, poiché sollecitano lo sviluppo di tanti luoghi privilegiati, all'interno della città di Napoli, in cui sia possibile l'interazione fra i diversi orientamenti sessuali, fra le persone e fra le più disparate idee di civiltà e socialità, al fine di superare le diffidenze che accompagnano in genere le persone lesbiche, gay e transgender agli occhi di chi è altro da loro.

L'edizione 2012 di Omovies sarà, ne sono sicura, ancor più ricca di eventi, incontri e scambi culturali nel nome dell'arte visiva, sia essa corta, media o lunga. Validissimo motivo in più, per autrici ed autori, per attendere l'uscita del nuovo bando e mettere mano ai propri corti chiusi nel cassetto.

Per qualsiasi richiesta di informazioni su Omovies 2012:
omovies.it


081/3456170

Per gli accrediti stampa dell'edizione 2012:




Lidia Borghi

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