martedì 6 dicembre 2011

Torino Film Festival 2011. L'edizione n° 29


Il Torino Film Festival esiste da ben ventinove anni, il che significa che siamo di fronte ad uno dei concorsi cinematografici più longevi del nostro Paese. Nato con il nome di
Festival Internazionale Cinema Giovani nel 1982, grazie alla direzione artistica di Ansano Gianarelli e Gianni Rondolino, era rivolto al particolare pubblico della gioventù a causa delle tematiche presenti nelle opere a concorso. Fu a partire dal 1998 che il suo nome divenne quello attuale, Alberto Barbera lo dirigeva già da nove anni e Gianni Amelio si affacciava per la prima volta alla direzione del settore riservato ai lungometraggi, per passare alla gestione generale dal 2009. Forse non tutte e tutti sanno inoltre che nel 2007 nientemeno che il grande Nanni Moretti ne mosse le fila.
Come spesso accade, anche il TFF ha attraversato diversi cambiamenti, nel corso delle passate edizioni, arricchendosi addirittura del prezioso Torino Film Lab, un vero e proprio laboratorio cinematografico all'interno del quale è possibile imparare a scrivere – per esempio – una sceneggiatura, grazie ai tanti interessantissimi workshop.
E che dire dei cortometraggi? L'edizione 2011, appena conclusasi, prevedeva al suo interno la sezione Italiana.Corti, la cui giuria era presieduta da Yuri Ancarani, Alice Rohrwacher e Carlo Michele Schirinzi; a loro è spettato l'arduo compito di scegliere le tre opere vincitrici dei premi che di seguito elenco.
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO ITALIANO – Vincitrice di € 5.000 la storia breve Via Curiel 8 (Francia, 2011, 10', Digi-Beta) di Mara Cerri e Magda Guidi
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA – Il Premio Kodak di € 5.000 in pellicola cinematografica è andato a Occhio di vetro cuore non dorme (Francia, 2011, 25', Beta-cam), di Gabriele Di Munzio
MENZIONE SPECIALEDell'ammazzare il maiale (Italia, 2011, 6', Digi-Beta), di Simone Massi
Mi preme di sottolineare due aspetti di queste premiazioni: innanzitutto il premio più importante è andato, una volta tanto, a due autrici, inoltre la motivazione della giuria di qualità merita di essere citata per intero, a riprova di quanto spesso affermo, da queste pagine elettroniche, a proposito dell'importanza di un mezzo di espressione visiva come il corto: «Il Torino Film Festival nella sua tradizione è da sempre attento ai lavori di ricerca, e noi lo sosteniamo, ritenendo che la prima radice di questa ricerca sia il coraggio di scegliere, scavare l’immagine necessaria e prendere una posizione» (fonte). Come a dire che il linguaggio del cinema breve è a tal punto efficace da consentire alle autrici ed agli autori di produrre lavori talmente espressivi da risultare vincenti, pur nella brevità del mezzo visivo.
Segnalo infine il premio Chicca Richelmy che, nella sezione Spazio Torino, è stato assegnato al più bel cortometraggio prodotto in Piemonte, cui sono andati ben duemilacinquecento euro usciti dalle casse dell'Associazione Chicca Richelmy, con la quale ha collaborato la testata giornalistica La Stampa, attraverso la sua rubrica Torino Sette. La storia breve vincitrice del premio è Se davvero prenderò il volo (Italia, 2011, 9', Digi-Beta), di Filippo Vallegra.
Ed ecco profilarsi, all'orizzonte, l'edizione numero trenta del Torino Film Festival. Si preparino coloro che conservano nel cassetto, magari da anni, un'opera prima che ritengono meritevole di essere iscritta a questo importante concorso nazionale, di portata e respiro internazionali.


Lidia Borghi

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