lunedì 5 dicembre 2011

Verso la nuova edizione del Reykjavík International Film Festival

L'anno 2012 è alle porte, l'edizione 2011 del Reykjavík International Film Festival si è svolta a cavallo dei mesi di settembre ed ottobre e già il comitato organizzatore sta lavorando al concorso numero tredici, che si terrà dal 27 settembre al 7 ottobre nella capitale islandese.

Perché vale la pena dedicare un articolo a questo festival? Intanto perché esso mi fornisce il pretesto per cominciare a parlare dei concorsi del prossimo anno, che sarà fitto di eventi come e più di quello che sta passando e, soprattutto, perché l'RIFF sta diventando un punto di riferimento sicuro – nonostante la sua lontananza dal continente europeo – per le nuove generazioni di filmaker di tutto il mondo, Italia compresa, vuoi per il fatto che esiste dal lontano 2004, vuoi per la grande apertura mentale che contraddistingue le organizzatrici e gli organizzatori, grazie ai quali l'RIFF si è arricchito, nel corso degli anni, di ricchi eventi collaterali e di sezioni nuove e sempre più specializzate, compresa quella riservata ai cortometraggi.

Dalle pagine on-line di The Guardian è infatti possibile apprendere che il concorso cinematografico islandese è sì local e di basso profilo ma, forse proprio per questo, è in grado di attrarre giovani autrici ed autori da ogni parte del mondo. Sarà forse per la lontananza dell'Islanda dal resto del mondo o per il clima assai rigido o, ancora, per la mancanza di tappeti rossi – continua il pezzo – o per le modeste dimensioni dei locali di proiezione oppure perché la sua caratteristica principale è quella di essere un concorso con poche pretese; sta di fatto che l'RIFF è ormai diventato un evento irrinunciabile per alcuni nomi importanti del cinema internazionale.

Oltre ad un'intera sezione riservata ai documentari d'utilità sociale, soprattutto quelli incentrati sul tema dell'ambiente e su quello dei diritti umani, l'RIFF ha istituito l'Icelandic Shorts, dedicato ai corti islandesi provenienti da tutto il mondo, a riprova del fatto che il linguaggio delle storie brevi sta facendo breccia nelle menti di molte persone addette ai lavori in ambito cinematografico. Ben venti sono le opere di cinema breve giunte alla fase finale dell'edizione 2011, mentre per quella del 2012 sono sicura che il comitato organizzatore saprà fare cose ancor più egregie.

In attesa di conoscere i video corti del prossimo concorso islandese, mi preme di sottolineare, grazie alle parole del direttore artistico, Runar Rúnarsson, che il Reykjavík International Film Festival ha un occhio costantemente rivolto alla cultura, poiché il cinema è considerato un potente mezzo volto a combattere l'ignoranza, l'indifferenza e – aggiungo io – il pregiudizio. Rúnarsson ha sottolineato, sempre dalle pagine elettroniche di The Guardian che, mai come in questo periodo di grande crisi economica globale, le famiglie islandesi stanno dimostrando un interesse sempre più grande per la cultura (teatri, musei, cinema) che, a detta di Rúnarsson, rappresenta un potente mezzo per uscire dalla povertà, se la si sa usare nel giusto modo.

Non posso che associarmi a quanto affermato dal direttore artistico del Reykjavík International Film Festival e chiedermi: “A quando una svolta culturale italiana?” Chi può dirlo? Una cosa è certa: fino a che ci sarà, nel nostro Paese, chi continuerà ad affermare – in netta mala fede – che la cultura non paga, le cose non miglioreranno di certo.






Lidia Borghi

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