martedì 10 gennaio 2012

Corti illustri. Omaggio a Bruno Bozzetto


Avrei mai potuto omaggiare il grande Maurizio Nichetti senza fare lo stesso con il genio indiscusso del fumetto animato italiano? Questo post è dedicato a Bruno Bozzetto,
le cui opere hanno accompagnato la crescita di intere generazioni di bimbe e di bimbi che, non appena l'annunciatrice di turno della Rai lanciava un suo cartone animato, incollavano le faccine divertite allo schermo televisivo per gustarsi l'ennesima sua storia disegnata a colori, anche se la tivù di allora trasmetteva solo in bianco e nero.
Le persone della generazione mia e di quella precedente, fatta di gente che, oggi, ha intorno ai 45/50 anni e più, ricorderà storie memorabili dai titoli buffi quanto i personaggi disegnati da Bruno Bozzetto, grazie al quale abbiamo potuto imprimere nella memoria le commoventi vicende dell'esserino di Allegro non troppo oppure quelle, spesso rabbiose, del Signor Rossi, il mite omarino italiano vestito di rosso che, non appena sale sulla sua modesta utilitaria, si trasforma in un diavoletto prepotente, con tanto di corna nerastre. A questo mitico personaggio – che vuole rappresentare l'italiano medio degli anni del boom economico in Italia – il genio di Bozzetto ha dedicato tre lungometraggi (Il signor Rossi cerca la felicità, I sogni del signor Rossi e Le vacanze del signor Rossi).

Prima di passare in breve rassegna le opere corte di Bozzetto, mi corre l'obbligo di citare i cortometraggi dedicati al Signor Rossi:

Un oscar per il Signor Rossi (1960)

Il Signor Rossi va a sciare (1963)

Il Signor Rossi al mare (1964)

Il Signor Rossi compra l'automobile (1966)

Il Signor Rossi al camping (1970)

Il Signor Rossi al safari fotografico (1971)

Il Signor Rossi a Venezia (1974)

Sette piccole grandi perle, sette omaggi alle bambine ed ai bambini dell'epoca che riuscivano a strappare qualche amara risata pure alle madri ed ai padri. Sette esempi di cinema corto impreziositi dalla musica del grande Franco Godi, colui che avrebbe dato vita, intorno alla fine degli anni '70, alla divertente sigla di Super Gulp! Fumetti in tivù, che consegnò al grande pubblico la fama di un altro mostro sacro del fumetto a strisce, nell'Italia degli anni di piombo, Bonvi, l'autore delle avventure di Nick Carter e, fra le altre cose, delle Sturmtruppen, che prendevano in giro la Germania nazista con una comicità spesso dissacrante.

Se si escludono le avventure brevi del Signor Rossi ed i due cortometraggi che Bruno Bozzetto ha ideato e prodotto insieme a Maurizio Nichetti, la produzione bozzettiana di corti animati ebbe inizio nel lontanissimo 1958 con la vicenda intitolata Tapum! La storia delle armi (13'), di cui l'autore curò soggetto, regìa, animazione e scenografia, mentre la felice e proficua collaborazione con il musicista Franco Godi ebbe inizio nel 1967, quando Bozzetto creò il corto Una vita in scatola (6'), in cui la vicenda umana di una persona viene concentrata in soli sei minuti. L'elenco completo dei venticinque corti animati di Bozzetto può essere consultato QUI

Classe 1938, milanese, Bruno Bozzetto aveva solo vent'anni quando creò la sua prima avventura, che fu proprio Tapum! La storia delle armi. Fu nel 1960 che venne creata la Bruno Bozzetto Film, una casa di produzioni che andavano dallo spot pubblicitario alla creazione di strisce comiche, su su fino al disegno animato; risale a quell'epoca l'inizio della sua collaborazione con grandi disegnatori del calibro di Guido Manuli, Giovanni Mulazzani, e Maurizio Nichetti.

È sempre degli anni '60 la nascita del personaggio simbolo della produzione bozzettiana, il Signor Rossi, mentre a qualche anno più tardi si fanno risalire i lungometraggi West and Soda e Vip, mio fratello superuomo nel quale, a colpire più di tutto la mia fantasia di bimba, fu la presenza di Nervostrella, una bella ragazza occhialuta che dava in escandescenze se sollecitata da una macchina infernale che era capace di controllarne i pensieri, al fine di pilotarne i consumi, una sorta di amara analisi del consumismo.

Negli anni '70 Bruno Bozzetto iniziò la sua collaborazione, in qualità di fumettista, con il mitico Corriere dei piccoli, mentre a partire dal 1981 e fino al 1988 ideò per la rubrica Quark un centinaio di filmati animati. Se si sfogliano le pagine elettroniche del sito web di Bozzetto è possibile leggere, a tal proposito, quanto segue: «Convinto assertore che l'animazione possa sintetizzare e rendere comprensibili anche al grosso pubblico concetti ritenuti fino a quel momento astrusi e difficili, Bozzetto ha operato anche nel campo della divulgazione scientifica (...)» Il tutto per tacere delle numerose sigle animate che il grande artista milanese produsse in quegli stessi anni.

Il superlativo genio di Bruno Bozzetto è stato in grado di produrre opere immortali di comics e di animazione grazie ad un tratto fumettistico unico ed inimitabile, fatto di personaggi a volte buffi (Giummolo, Minivip), come il grande coniglio dal naso lungo ed appuntito che colorava la sigla di Scacciapensieri, la fortunata trasmissione per ragazze e per ragazzi che la televisione della Svizzera Italiana mandava in onda negli anni '80, a mo' di stacco fra i programmi del pomeriggio e quelli della prima serata. Impossibile, per gente come me, non ricordare le risate, spesso fino alle lacrime, che suscitava la sua voce, che si trovava nell'impossibilità di pronunciare sino alla fine la parola che dà il titolo alla finestra comica, perché in preda a sua volta ad un riso senza freni.

L'attività di Bozzetto continua ancora oggi grazie alle nuove tecnologie, compresa quella del 3D. Chi volesse approfondirne la storia potrà andare sul sito ufficiale del grande disegnatore. Per finire, a me preme sottolineare un solo elemento, che ha a che fare con l'ingegno delle persone e con la capacità che molte fra loro hanno di trasformarlo in arte. Bruno Bozzetto è riuscito a fare ciò e ad andare oltre, grazie ad una caratteristica che conferisce un valore aggiunto delle sue opere, la grande sensibilità, che lo ha portato a narrare tante vicende per bimbe e per bimbi che piacciono anche alle persone adulte. Un grande insegnamento per le autrici e gli autori di storie animate di tutti i tempi.












Lidia Borghi

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