martedì 31 gennaio 2012

La Luna, il corto italiano candidato agli oscar


Si chiama Enrico Casarosa, è italiano, è nato a Genova, è un esperto disegnatore e, udite, udite! lavora nientemeno che alla Pixar Animation Studios di John Lasseter & Co. in qualità di Story Artist.

Già di per sé una notizia del genere dovrebbe far sobbalzare sulla sedia ben più di una persona, se poi si pensa che uno dei suoi preziosi cortometraggi è candidato al premio Oscar 2012 nella sezione riservata ai corti animati, direi che la notizia merita di essere divulgata il più possibile.

Ebbene sì, durante la notte del 26 febbraio prossimo avremo un valido motivo in più per restare incollate ed incollati allo schermo del televisore, per appurare se il nostro artista vincerà o meno l'ambìta statuetta, grazie ad un cortometraggio intitolato La Luna (USA, 2011), in cui ci viene narrata la vicenda di un bimbo alle prese con una nuova esperienza.

La vicenda umana di Casarosa ha dell'incredibile, se si pensa che questo talento nostrano, la cui nave ha da tempo salpato per altri lidi, ha smesso di frequentare la facoltà di ingegneria di Genova per dedicarsi alla sua passione principale, quella di disegnatore. Come lui stesso ha teso a precisare durante una recente intervista, lo Story Artist è chi ha il compito, spesso non facile, di dividere la storia contenuta in un copione in scene ed inquadrature, personaggi compresi, con tutte le loro espressioni facciali. In poche parole, artiste ed artisti come Casarosa non fanno altro che dar vita allo storyboard, quel magico quaderno dei sogni che è in grado di tradurre in realtà le immagini pensate dalla scrittrice o dallo scrittore di turno.

A questo punto qualcuna o qualcuno potrebbero chiedersi: “Com'è stato possibile per Enrico giungere addirittura a lavorare per la Pixar?!” La gavetta svolta, soprattutto oltreoceano, da Casarosa è stata lunga e faticosa: il nostro artista ha studiato dapprima illustrazione presso l'IED di Milano (Istituto Europeo di Design), poi a New York, al Fashion Institute of Technology, dove si è specializzato in Arti visive e, successivamente, a San Francisco, giungendo a lavorare persino per i Blue Sky Studios (L'era glaciale vi dice qualcosa?) Dopo di che, forte di un Curriculum vitae alquanto corposo, nel 2002 ha presentato il suo Portfolio alla Pixar, i cui membri esecutivi lo hanno accolto e gli hanno permesso di fare un'esperienza vera, sul campo, grazie a produzioni come Cars, Ratatouille, il recentissimo Up, vincitore di un Golden Globe e Brave – Coraggiosa e ribelle, il nuovo lungometraggio Pixar in uscita, in Italia, fra sei mesi circa, prima del quale il corto La Luna verrà proiettato nelle sale.

Il leit motiv di questa storia breve è il mare, cui il genovese Casarosa è affezionatissimo. Presentato in anteprima al ViewFest di Torino, dove ha avuto un successo enorme, il corto ci stupisce per i sentimenti che attraversano il cuore di questo bimbo che, per la prima volta, viene portato in mare aperto dal padre e dal nonno per imparare un mestiere e che farà alcune scoperte molto formative, a contatto con una luna piena meravigliosa che, ad un certo punto, salirà dall'orizzonte ad illuminare la barca dei tre personaggi.

Artisti talentuosi come Enrico Casarosa suscitano in me un moto di profonda speranza per il futuro di tante artiste e di tanti artisti italiani che, con grande fatica, tentano di ritagliarsi un posticino nel caotico mondo del nostro cinema le cui risorse, già risicate, sono state ancor di più tagliate dalle recenti manovre finanziarie. Fra le righe delle parole usate dal nostro artista per descrivere il suo lungo percorso artistico, è possibile comprendere che, spesso, è necessario andare all'estero, pur di vedere le proprie passioni trasformate in una professione vera e riconosciuta. Peccato che, così facendo, l'Italia si impoverisca sempre più.












Lidia Borghi

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