martedì 24 gennaio 2012

L'ABC del corto


Questo post non tratta di un concorso per corti e neppure di un esempio di cinema breve che ha ricevuto tanti premi in giro per il mondo. Lo scritto che segue è infatti dedicato ad un manuale che parla delle tecniche da mettere in pratica per confezionare un cortometraggio che si rispetti.

Idea, soggetto, sceneggiatura, storyboard, struttura, subplot, conflitto, teaser, dialogo, messa a fuoco, postproduzione, montaggio. Sono solo alcuni dei tanti termini che le autrici e gli autori di opere di cinema breve devono conoscere, prima di mettere mano allo sviluppo delle loro storie e ad essi il regista, documentarista e docente Demetrio Salvi ha dedicato un libro, uscito nel 2005 per le edizioni Sentieri Selvaggi – quelle dell'omonima scuola di cinema e nuove tecnologie da lui fondata insieme a Federico Cacchiari – dal titolo Scrivere e girare un cortometraggio – Manuale per filmmakers.
Scorrendo il lungo indice analitico del testo, subito si capisce che si è di fronte ad un manuale dalla struttura precisa, che affronta ed approfondisce – con la perizia di un esperto – ogni passaggio della produzione di un cortometraggio, dallo sviluppo dell'idea iniziale al montaggio.
E così Demetrio Salvi ci conduce per mano, grazie ad un linguaggio piano e mai complicato, attraverso i diversi livelli di realizzazione di un esempio di cinema breve che, come tutte le opere, ha le sue regole fisse, imprescindibili, anche se si sta lavorando ad un corto low budget. Il tutto descritto con dovizia di tanti minuti particolari tecnici che poggiano su un canovaccio narrativo di sicura efficacia, come ci spiega Federico Cacchiari nella prefazione del manuale.
Perché, dunque, parlarne qui? Perché dedicare un intero articolo a questo particolare tema? Perché il testo di Salvi è prezioso, nonostante la sua divulgazione, nel nostro Paese, sia parziale, come spesso accade per le opere librarie che non fanno guadagnare il grande editore di turno. Per intenderci, manuali a tema come La sceneggiatura, di Syd Field (Lupetti editrice, 1991, Milano) oppure Come scrivere una grande sceneggiatura, di Linda Seger (Dino Audino editrice, 1987), osannati negli Stati Uniti e conosciuti da tutte le persone addette ai lavori, in Italia ricoprono un posto di nicchia, all'interno del complesso mercato librario nazionale, con una tiratura limitata, nonostante si tratti di testi specifici, adatti ad un pubblico che, prima o poi, potrebbe creare fatturato in un àmbito bistrattato, in Italia, come la cultura visiva quella che, negli ultimi decenni, sta sempre più andando a braccetto con le nuove tecnologie sbarcate qui da oltreoceano.
Uno dei più grandi meriti di Demetrio Salvi, in qualità di autore di un manuale di cinema breve, è stato quello di mettere a nostra disposizione tutta la sua perizia, oltre che la grande esperienza maturata sul campo in qualità di critico cinematografico. Se a ciò aggiungiamo il fatto che lui stesso ha ideato e realizzato diversi documentari, oltre ad alcuni corto e mediometraggi, possiamo immaginare quanti preziosi particolari lui possa aver inserito in questo libro.
«Somiglia quasi a una guida turistica – afferma lo stesso Cacchiari nella prefazione –: più che raffreddare le notizie nella loro asettica scientificità, più che crogiolarsi nei tecnicismi, questo manuale vi accompagna alla scoperta di un mondo come farebbe un amico esperto, qualcuno che non solo vi fa vedere i monumenti di una città ma vi fa conoscere anche quelle osterie dov'è bello intrattenersi la sera, vi fa vedere quello che una guida compassata non vi mostrerebbe mai.» (Fonte) E così, con tono da colloquio amichevole, come nella migliore tradizione della saggistica statunitense, l'autore riesce a trasferire a chi legge tutta la sapienza tecnica che è necessario possedere per confezionare un corto che possa dirsi tale.
Le persone interessate ad acquistare il manuale di Demetrio Salvi possono ordinarlo QUI a € 16,50; in questo modo potranno scoprire tutti i segreti del fare cinema breve, apprezzando al contempo lo stile scorrevole e piacevolissimo di un addetto ai lavori che, come molti altri nel nostro Paese, non viene valorizzato come si dovrebbe. Leggere per credere.


Lidia Borghi

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