martedì 3 gennaio 2012

Pixar Animation Studios, la fabbrica dei sogni


Chi fra le lettrici ed i lettori abituali di questo blog stava guardando, ieri, lunedì due gennaio 2012, in seconda serata, la programmazione di Rai uno, avrà di certo apprezzato il documentario dedicato alla più grande fabbrica statunitense dei sogni, la Pixar Animation Sudios.

Fondata nella prima metà degli anni '80 in California, ad Emeryville, dal regista John Lasseter e da Edwin Catmull – che, allora, ricoprivano l'uno la carica di direttore creativo della Walt Disney Animation e l'altro quella di presidente della stessa – la Pixar si era sviluppata, all'inizio, come una sezione della casa di produzioni LucasFilm del grande George Lucas.

La prima svolta importante nella storia della fabbrica dei sogni avvenne quando, nel 1986, nientemeno che Steve Jobs, il fondatore della Apple Computer scomparso di recente, la acquistò per una cifra enorme, data l'epoca, cinque milioni di dollari. Questo passo fece sì che la Pixar divenisse a tutti gli effetti una società indipendente di produzioni cinematografiche animate.

La seconda svolta si verificò vent'anni più tardi, grazie al suo acquisto da parte di The Walt Disney Company. Tutto rimase come prima: il grande regista ed animatore John Lasseter continuò a supervisionare i vari progetti cinematografici in qualità di vice presidente esecutivo della sezione creativa, dando vita ad opere immortali quali Toy Story, Monsters Inc. e Finding Nemo, anche se furono le opere di cinema breve a dare, almeno all'inizio, fama e danaro al team di Lasseter.

Chi non ricorda il cortometraggio The Adventures of André & Wally B.? Ebbene, per dar vita al suo curioso personaggio – composto da una testa e da un naso del tutto sferici, da due lunghe braccia e da un corpo sottile – Lasseter ed il suo gruppo avevano stabilito di creare al computer solo gli sfondi, grazie alla rivoluzionaria tecnologia dei frattali ma, alla fine, si scelse di costruire con la computer grafica anche le animazioni dei personaggi. In questo sta la grande spinta rivoluzionaria del corto The Adventures of André & Wally B. che, da allora in poi, divenne l'esempio dal quale generazioni di animatrici ed animatori futuri sarebbero partiti per dar vita ai loro lavori animati al PC.

Ed è dalle avventure di André che nacque il primo lungometraggio animato per intero con la grafica computerizzata, Toy Story, il cui successo ha fatto lievitare gli incassi ai botteghini delle sale cinematografiche di tutto il mondo.

Restava un ultima questione da risolvere: siccome i cortometraggi rappresentano – per loro stessa natura – un materiale di difficile divulgazione, come più volte ho sottolineato dalle pagine elettroniche di questo spazio, occorreva trovare una soluzione. Dapprima la Walt Disney ne stabilì la programmazione nelle sale cinematografiche a ridosso dei più famosi lungometraggi prodotti, dopo di che i corti Pixar di Lasseter & Co. vennero allegati ai DVD contenenti quegli stessi lungometraggi, destinati all'Home Entertainment.

Perché tutto ciò? John Lasseter era convinto che quella dei cortometraggi fosse la strada giusta per saggiare tecnologie sempre più sofisticate, da mettere a disposizione di tante persone, magari fresche di studi in tema di animazione al PC, fra le quali potevano nascondersi tanti nuovi talenti. Inoltre il vice presidente della Pixar sapeva bene che la computer grafica – almeno all'inizio – aveva incontrato molte resistenze prima di riuscire a farsi strada nel grande mondo dell'animazione, in quanto la mentalità dell'epoca era indotta a ritenerla buona solo per creare prodotti marginali e non interi personaggi animati.

Concludo sottolineando che i cortometraggi prodotti dalla fabbrica dei sogni della Pixar sono di quattro tipi: i primi nacquero come prove di computer grafica proprio negli anni '80, per passare alla produzione di corti originali dalla metà degli anni Novanta. A questi seguirono i corti per il mercato dell'Home Video e per ultimi nacquero quelli che intendevano lanciare i lungometraggi all'uscita nelle sale. Le avventure di André e Wally B., per esempio, fa parte del primo gruppo, così come il famosissimo Luxo Junior, che diede vita, di lì a poco, al logo Pixar così come compare all'inizio dei vari lungometraggi in proiezione.

Il genio creativo di Lasseter & Co. ha incontrato moltissimi ostacoli lungo la strada che ha condotto la Pixar al successo. Il denaro investito e perso da Steve Jobs nell'impresa non si conta. Prima di riuscire ad andare in pareggio la società californiana ha dovuto fare i conti con diffidenze, badget ridotti all'osso, centinaia di notti passate in bianco a lavorare di fronte al monitor di un PC, estenuanti riunioni, crisi societarie e personali. Alla fine il meritato successo è arrivato e, con esso, una serie di successi cinematografici che resteranno per sempre nell'olimpo del cinema statunitense. Il tutto grazie al genio creativo ed un po' folle di un manipolo di persone che osarono volgere il loro sguardo oltre gli steccati mentali dell'epoca.

L'elenco completo dei corti Pixar è consultabile QUI.






Lidia Borghi

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