mercoledì 22 febbraio 2012

Berlinale 2012: un corto portoghese si aggiudica l'Orso d'oro


La sessantaduesima edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino, svoltasi dal nove al diciannove febbraio scorso, ha dato a tanti talenti del cinema breve la possibilità di far conoscere i propri cortometraggi al folto pubblico berlinese (per visionare l'elenco completo dei corti in gara fai click QUI).

Ad aggiudicarsi l'Orso d'oro nella sezione riservata ai cortometraggi è stato Rafa (Portogallo/Francia, 2012, 25') del giovane regista lusitano João Salaviza, mentre il premio Alfred Bauer e quello FIPRESCI (Federazione Internazionale Critici Cinematografici) sono stati assegnati all'opera Tabu di Miguel Gomes, anch'esso portoghese.
Rafa (Rodrigo Perdigão) ci narra la storia di un adolescente che vive in un quartiere periferico di Lisbona alle prese con la sua piccola odissea personale: alla ricerca della madre, che non ha ancora fatto ritorno a casa nonostante il mattino ormai inoltrato, Rafa esce di casa determinato a trovarla ma, una volta giunto presso una stazione della polizia, dopo aver risposto a tutte le domande degli agenti, si rende conto che la burocrazia sta per fargli fare un buco nell'acqua. Così il ragazzo se ne va in giro per la città e scopre, mentre è alla ricerca della madre, un affascinante quanto pericoloso mondo sommerso.
João Salaviza aveva già stupito il pubblico di Cannes nel 2009 grazie al corto Arena, vincitore della Palma d'oro al Festival Internazionale del Cinema francese. Quel che stupisce, in questo giovane cineasta portoghese, è la capacità di rendere per immagini i sentimenti delle persone, cosa non facile, soprattutto quando si ha a che fare con la brevità del mezzo espressivo e, soprattutto, con l'esiguità dei fondi a disposizione. Salaviza e Gomes, infatti, al momento di ritirare i rispettivi premi dal palco della Berlinale, hanno sottolineato come in patria l'attuale governo abbia tagliato del tutto – da gennaio 2012 – le sovvenzioni al cinema, mettendo addirittura mano ad una nuova legge che, secondo le persone addette ai lavori, tenderebbe ad affossare ancor di più uno dei settori culturali più importanti del Paese iberico.
E pensare che la cultura, nelle nazioni che si considerano più civilizzate, dovrebbe passare proprio attraverso gli incentivi ai nuovi talenti, di cui Gomes e Salaviza sono solo due esempi. A quanto pare l'Italia non è la sola ad aver operato tagli spaventosi alla cinematografia, il che sta costringendo molti registi a produrre lavori a bassissimo costo, a scapito della qualità, soprattutto di fronte ad un ìmpari confronto con tanti altri Paesi del mondo.


Lidia Borghi

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