martedì 13 marzo 2012

Corti illustri. La panoramica estera. Prima parte

Ed ecco una veloce quanto limitata panoramica dei cortometraggi realizzati da alcuni grandi cineasti d'oltreconfine.
Dopo aver dedicato un intero post QUI a tre grandi personaggi del cinema di tutti i tempi come Hitchcock, R. Scott e Frears, parto da un mostro sacro del cinema comico francese, cui sono tanto affezionata, come Jacques Tati, autore di lungometraggi famosi in tutto il mondo come Mon Oncle, in cui ritorna la famosissima figura di Monsieur Hulot, qui alle prese con un nipotino annoiato e solo che scopre di avere uno zio alquanto spassoso. Tati girò il corto di 16' L'ecole des facteurs nel lontanissimo 1947, anche se alcuni siti ne fanno risalire la genesi all'anno prima; di esso curò la sceneggiatura e non avrebbe dovuto esserne il regista, ma René Clément era impegnato nella realizzazione di un lungometraggio e così toccò al grande comico francese dirigerlo.
Resto in Francia per ricordare a chi legge l'attore Alain Resnais: ai tempi della frequentazione della scuola di cinematografia – iniziata negli anni del secondo dopoguerra – Resnais girò diverse opere di cinema breve che erano dei veri e propri documentari di denuncia, come nel caso delle tre inchieste visive, una delle quali dedicata all'eccidio di Guernica, in Spagna.
Francese è pure il mitico François Truffaut – autore di una delle biografie hitchcockiane più belle che esistano – che ha firmato il corto Une visite, del 1954, un video in bianco e nero girato in 16 mm ai tempi dei Cahiers du cinéma (Alain Resnais ne curò il montaggio), definito dallo stesso autore “un brutto cortometraggio in 16 millimetri”, mentre sono del '57 e del '58 gli altri due, Les mistons e Une histoire d'eau, girato da François ma montato da Jean-Luc Godard.
Il mio elenco francese continua proprio con Godard, autore di opere corte quali Opération béton, un documentario del 1955, coevo di Une femme coquette, cui seguirono Charlotte et Veronique e Charlotte et son Jules, del 1958. All'inizio degli anni '60 il regista parigino produce La paresse, cui seguiranno Anticipation ou l'amour en l'an 2000 e Camera oeil. Le altre esperienze in fatto di cortometraggi risalgono agli anni '80 e 2000, mentre Dans le noir temps è del 2002.
Il grandissimo René Clair realizzò il suo primo corto nel 1924 e lo intitolò Entr'acte; l'intermezzo del titolo si riferisce al fatto che quest'opera venne realizzata per essere proiettata fra i due tempi del balletto Relâche, scritto dal pittore Picabia e dal musicista Satie. Questo piccolo gioiello del cinema francese, di soli 24', rappresenta un esempio di cinema dadaista e delle avanguardie cinematografiche francesi. Il secondo corto di Clair è del 1926 e si intitola Le voyage imaginaire.
Prima di parlare di Luis Buñuel, mi rimane Robert Bresson, già citato QUI: fresco di laurea realizzò il cortometraggio Les affairs publiques, del 1934, un burlesque – come lo stesso autore lo definì – che narra le vicende, concentrate in tre giorni, di un dittatore che non è mai esistito.
Ed ecco il riferimento a Luis Buñuel, autore del famosissimo corto Un chien andalou, girato nel 1929, scritto ed interpretato con Salvador Dalí. Famoso perché rappresenta uno degli esempi più famosi del cinema surrealista – e qui si ritorna a parlare delle famose avanguardie francesi – prodotto pare quale critica al dadaismo.
Concludo questa prima parte con Lars Von Trier e Pedro Almodóvar. Per quanto riguarda il regista di Dogville e Melancholia, quando ancora era allievo presso la scuola danese di cinematografia realizzò The orchids gardener, un 16 mm del 1976, Menthe la bienheureuse, del 1979, Nocturne, del 1980 e The last detail del 1981 e Immagine di una liberazione (Befrielsesbilleder), girato l'anno seguente.
Ultimo ma non per questo meno importante il grande, dirompente, colorato Pedro Almodóvar il quale, appena sedicenne, girò i suoi primi esempi di cinema – breve – con una telecamera in Super-8. È di quel periodo la fondazione di una piccola compagnia cinematografica insieme ad alcuni amici, nonché la produzione di Folle, folle, fólleme, Tim (1978). Il primo cortometraggio professionale, girato in 16 millimetri, risale al 1979 e si intitola Pepi, Lucy, Bom, tratto da una storia scritta dal regista spagnolo dal titolo Erecciones generales, una parodia comica delle elezioni generali tenutesi in Spagna nel 1977. Da questa idea Almodóvar trarrà, nel 1980, il film Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio.

Presto la restante panoramica straniera

Lidia Borghi

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