lunedì 5 marzo 2012

Corti illustri. Omaggio ad Alfred Hitchcock, Ridley Scott e Stephen Frears

Segnalo qui un'iniziativa del 2007 della Dolmen – la casa di distribuzione della Cecchi Gori Home Video – la quale ha curato un DVD dedicato ai corti illustri di tre cineasti britannici, tanto diversi fra loro, che sono riusciti ad incidere in modo determinante sul linguaggio culturale del cinema contemporaneo: Alfred Hitchcock, Ridley Scott e Stephen Frears.
Il disco si intitola Corti celebri e ci offre quattro cortometraggi: due di Hitchcock, uno di Scott e l'ultimo di frears, per un totale di 111 minuti.
Quando ho dedicato un post ai corti di Carlo Verdone, ho sottolineato come molti mostri sacri del cinema di tutti i tempi abbiano iniziato a muovere i primi passi da cineasti producendo opere di cinema breve.
Lo stesso Alfred Hitchcock, quando era poco più di un apprendista, in Gran Bretagna, venne assunto da una casa di produzioni e, per tre anni consecutivi, lavorò dietro le quinte, ora come sceneggiatore ora come montatore o aiuto regista. Avviato alla grande arte per immagini da mani esperte, il giovane Alfred si cimentò in diversi esempi di cinema muto e, malgrado il suo primo corto sia andato perduto, ci ha lasciato in eredità ben nove opere brevi, due delle quali – Aventure Malgache (1944) e Bon Voyage (1944) sono confluite nel DVD distribuito dalla Dolmen.
Lo stesso Ridley Scott, all'inizio della sua prolifica carriera, girò alcuni spot televisivi e produsse, nel 1965, il corto Boy on a Bicycle, un bianco/nero che gli valse il diploma in cinematografia al cui interno compare il fratello Tony. Qualche anno più tardi il regista mise mano a Duellanti mentre, nel 2005, ha contribuito con un corto a sua firma al progetto italiano del film Tutti i bambini invisibili, prodotto da Maria Grazia Cucinotta e presentato fuori concorso alla sessantaduesima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.
Stephen Frears firmò il corto The Burning nel 1968, dedicando la sua opera al tema dell'apartheid in Sudafrica. La mentalità vecchio stile di una famiglia benestante, bianca, è messa a confronto con quella della serva, nera; entrambe dovranno fare i conti con un omicidio che resterà sullo sfondo, sorretto dall'incredulità un po' ingenua di un bimbo bianco di fronte alla persecuzione del popolo di colore. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un lavoro da diploma.
Che cos'hanno in comune i cortometraggi di questi tre registi così differenti tra loro? Il fatto di essere acerbi e, a tratti, un po' ingenui, come molte opere prime, per mancanza di esperienza, particolare che pone un divario spesso enorme fra questi primi esempi di cinema ed i capolavori della maturità di Hitchcock, Scott e Frears.
In attesa di parlare di altri corti illustri, di seguito ho messo la scheda tecnica del video.

TITOLO
Corti celebri

REGISTI
Alfred Hitchcock, Ridley Scott, Stephen Frears

DURATA
111', B/N

PRODUTTORE
Dolmen

DISTRIBUTORE
Cecchi Gori Home Cideo

ANNO DI PUBBLICAZIONE
2007

CONTENUTO
- Aventure Malgache (Alfred Hitchcock, 1944)
Un poliziotto corrotto appartenente al regime di Vichy si scontra con un avvocato che sta organizzando l'intesa con gli Alleati. Arrestato, l'avvocato continua il suo lavoro clandestino attraverso un radio ricevitore

- Bon Voyage (Alfred Hitchcock, 1944)
È molto vicino ai casi di spionaggio raccontati dal regista nei film Il club dei trentanove, L'agente segreto e Giovane e innocente... Un agente della Raf trova rifugio a Londra dopo esser fuggito dalla Francia occupata. La storia è narrata da due punti di vista, quello dell'ufficiale e quello dell'investigatore che lo interroga

- Boy On A Bicycle (Ridley Scott, 1965)
Ridley Scott, allora 26enne segue con la sua cinepresa il fratello minore Tony, nelle vesti di un adolescente che percorre la spiaggia di North Shields in bicicletta, accompagnato dal suo cane e dai suoi pensieri, filtro di tutto ciò che lo circonda

- The Burning (Stephen Frears, 1968)
Stephen Frears esordì nel 1967 con questo corto di grande successo. Incentrato sul problema del razzismo e dell’apartheid in Sud Africa, analizza come in una famiglia si consumi l’incomprensione tra la bianca padrona di casa e la cuoca di colore entrambe messe di fronte all’omicidio

Lidia Borghi

Nessun commento:

Posta un commento