lunedì 12 marzo 2012

Corti illustri. Una panoramica tutta italiana. Seconda parte


Riprendo il mio elenco ragionato ma del tutto parziale dei corti d'autore prodotti in Italia per accennare al regista triestino Franco Giraldi il quale, negli anni '60, girò due documentari, La Trieste di Svevo e Il Carso.

Il caso di Pietro Francisci è un po' più particolare, in quanto questo cineasta era laureato in Giurisprudenza, anche se la sua passione per il cinema lo seguì fin dalla giovinezza. Fu quella passione a spingerlo, durante gli anni dal 1935 al 1945, a girare un centinaio di corti prodotti dall'Istituto Luce e dalla INCOM (Industria Cortometraggi Milano), quella della famosa settimana ovvero i cinegiornali dell'epoca; ricordo Dissolvenze, L'orafo, Rapsodie di Roma e Cinecittà, pur se quello più famoso anche per la sua qualità, Montagna di fuoco, venne realizzato nel 1938 in technicolor sul Vesuvio.
Roberto Rossellini, uno degli esponenti di spicco del Neorealismo, ebbe modo di realizzare alcuni corti che avevano per tema l'ambiente, dal 1936 al 1940: Daphne, Prélude à l'aprés-midi d'un faune, Fantasia sottomarina, Il tacchino prepotente, La vispa Teresa, Il ruscello di ripasottile, Storia del pesciolino coraggioso, Storia degli insetti e della vispa Teresa, Storia del tacchino prepotente.
Mi piace citare anche un grande sceneggiatore come Ugo Pirro il quale, nel 1970, diresse il documentario 12 dicembre, incentrato sulla strage di piazza Fontana a Milano, scritto a più mani insieme a Sergio Leone, Nanni Loy, Elio Petri, Luchino Visconti, Nelo Risi, Mario Monicelli,Ugo Pirro, Luigi Magni, Cesare Zavattini,Tinto Brass e Valerio Zurlini. Anche quest'ultimo regista firmò, a soli 24 anni, un'opera di cinema breve dal titolo Racconto del quartiere (1950), seguita da altre tre visioni corte, Sorrida... prego, La favola del cappello, e Miniature (1951). Questa attività lo vide impegnato fino al 1955, quando diede vita a Medioevo minore, anche se fu autore pure di Pugilatori – che venne proiettato insieme al film di Robert Bresson Diario di un curato di campagna –, I gioielli degli Estensi, I blues della domenica, Il mercato delle facce, Serenata da un soldo, La stazione, Soldati in città e Ventotto tonnellate.
Il grande attore e doppiatore Renato De Carmine, morto un paio d'anni fa, fu uno dei più importanti interpreti della prosa televisiva e di quella radiofonica anche se, fresco di diploma all'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico di Roma, ebbe la possibilità di girare due cortometraggi, fra cui ricordo Nero e Bianco.
Che dire poi di Giuseppe Tornatore? Anche il regista di Baarìa ha esordito girando cortometraggi, ben otto, fra cui cito quello che ha vinto il premio per il più bel documentario al Festival di Salerno del 1982 ovvero Le minoranze etniche in Sicilia.
Ricordo anche Leonardo Pieraccioni, classe 1965, colui che mosse i primi passi nel mondo dello spettacolo al fianco di personaggi quali Giorgio Panariello e Carlo Conti, che faceva da spalla ai due comici toscani negli anni seguenti il boom economico (chi non ricorda il trio Fratelli d'Italia?) I suoi corti sono stati diretti dal regista Domenico Costanzo.
Un ricordo speciale va, poi, a Massimo Troisi, autore di alcuni corti, fra i quali Scusate il ritardo.

A presto per la panoramica internazionale.

Lidia Borghi

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