martedì 3 aprile 2012

Corti d'autore. The Six Dollar Fifty Man


A proposito di corti d'autore, segnalo qui l'opera dei neozelandesi Mark Albiston e Louis Sutherland The Six Dollar Fifty Man (Nuova Zelanda, 2009, 15'), interpretata dal piccolo Oscar Vandy-Connor nei panni di uno scolaro fatto oggetto di bullismo perché considerato diverso.

Nuova Zelanda, anni '70, Andy è un bambino di solo otto anni alle prese con alcuni ragazzi più grandi che, nel parco cittadino, spesso lo maltrattano in quanto lo considerano un diverso. Al fianco del piccolo c'è solo la migliore amica, Mary, una coetanea che lo aiuterà ad affrontare il gruppo di giovani balordi. Andy non ha molte possibilità, ma una lo mette nella condizione di alleviare le sofferenze dovute a quella violenza, un mondo parallelo in cui, accanto ad altri supereroi, ha la possibilità di vincere contro le avversità della vita grazie a poteri sovrumani.
Storia di coraggio e di denuncia della violenza bullista, quella di The Six Dollar Fifty Man è soprattutto un'opera che rimane impressa per l'abilità con cui gli autori sono riusciti a rendere in modo semplice quanto efficace per immagini le emozioni che investono il coraggioso Andy.
Secondo Mark Albiston che ha curato anche il soggetto del cortometraggio, un buon regista non dovrebbe dirigere, ma canalizzare; la scelta degli interpreti giusti farà il resto e gli permetterà di comunicare in maniera efficace ciò che i suoi occhi vedono (fonte)
Albiston e Sutherland hanno girato insieme tre corti in totale e tutti hanno ricevuto diverse nomination – oltre ad alcuni premi – all'interno dei più prestigiosi concorsi cinematografici, tra cui quello di Cannes e quello di Berlino. Per Sutherland, colui che ha scritto la sceneggiatura dell'opera, è elettrizzante poter divulgare le piccole storie neozelandesi e proporle ad un pubblico eterogeneo, all'interno di festival in cui sono presenti opere internazionali di grande rilevanza.
Una cosa è certa: il punto di forza di The Six Dollar Fifty Man è la grande sensibilità dei due autori, arricchita da un mix di tecnica ed arte che ci mettono nella condizione di apprezzare con una certa leggerezza una storia di violenza. Il resto lo ha fatto il giovanissimo Oscar, la cui grinta sul set fa il paio con la sua carica espressiva. Da vedere di sicuro.
Una curiosità: il titolo del corto trae spunto da quello della famosa serie televisiva statunitense The Six Million Dollar Man, interpretata dall'attore Lee Majors nei panni di un astronauta dal corpo malandato al quale vengono impiantate alcune parti bioniche, un chiaro riferimento alla fuga da una realtà crudele messa in atto da un bambino che soltanto in un mondo fantastico, nel quale lui stesso è un supereroe, può sentirsi davvero autentico, a differenza di chi sfoga sul suo esile corpo una mancanza quasi totale di spontaneità dovuta al pregiudizio.
Chi fosse interessato, fra le autrici e gli autori italiani, all'esplorazione dell'animo umano per immagini, non si lasci scappare questo esempio importante di cinema breve. Di seguito la scheda tecnica.
TITOLO: The Six Dollar Fifty Man
REGIA: Mark Albiston, Louis Sutherland
SOGGETTO: Mark Albiston
SCENEGGIATURA: Louis Sutherland
FOTOGRAFIA: Simon Baumfield
MUSICA: Connan Hosford
SUONO: Matt Stutter
INTERPRETI: Oscar Vandy-Connor, Celina Russo-Bewick, Nick Blake, Carmel McGlone, Thomas Kimber, Sam Ahie
PRODUTTORE: Wendy Cuthbert
PRODUZIONE: Sticky Pictures


Lidia Borghi

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