lunedì 30 aprile 2012

Da Sodoma a Hollywood. Il festival “altro” di Torino compie 27 anni

Il Torino GLBT Film Festival, altrimenti detto Da Sodoma a Hollywood, è giunto al suo ventisettesimo anno di vita e, durante i giorni dal 19 al 25 aprile 2012, ha dato vita ad una rassegna di alta qualità, che ha visto la sezione dedicata ai cortometraggi piena di opere nuove che faranno strada perché ricche di contenuti interessanti.

L'idea di dar vita ad un festival a concorso che abbracciasse in toto il cinema a tematica LGBT venne nel lontano 1981 ai padri del TGLBTFF, Ottavio Mai e Giovanni Minerba, anche se dovettero passare circa cinque anni prima che il loro progetto potesse vedere la luce, grazie ad un assessore alla cultura, Marziano Marzano, il quale credette nei due curatori e diede loro la possibilità di portarla avanti, pur se in mezzo a mille polemiche protrattesi negli anni. Dall'inizio degli anni '80, quindi, il festival vero e proprio prese il via nel 1989 forte anche del riconoscimento del Ministero del Turismo e dello Spettacolo, mentre è dal 2006 che la rassegna torinese può usufruire della gestione amministrativa del Museo Nazionale del Cinema di Torino.
Per citare le parole di Minerba e Mai, i quali si sono da sempre opposti ad un'idea fuorviante del gay così come viene di solito utilizzato dal cinema, che sembra voler prediligere l'immagine della checca isterica giusto per far saltare i botteghini, «L'attività del Festival ha sempre avuto tra i suoi scopi non soltanto quello di presentare film in anteprima nazionale ma, soprattutto, quello di essere una sorta di “occhio” italiano particolarmente attento a un cinema che altrimenti non avrebbe avuto alcuna possibilità di circuitazione, commerciale o amatoriale, in Italia.»
L'edizione appena conclusasi (QUI è possibile consultare l'indice alfabetico di tutte le opere) ha visto in gara ben diciannove corti (QUI la lista completa) ed otto documentari, oltre ai dieci lungometraggi, anche se le sezioni dell'edizione 2012 sono state ben sedici, fra le quali segnalo quella denominata Binari documentari, che ha visto la proiezione anche della seconda parte del documentario L'altra altra metà del cielo... Continua, ideato dall'autrice romana Maria Laura Annibali e diretto da Laura Valle, già regista di diversi programmi RAI. Di seguito i premi delle sezioni Doc e Corti.

Concorso Documentari – La giuria composta da Alessandro Rais, critico, storico del cinema, direttore della Filmoteca Regionale Siciliana e del Sicilia Queer Festival; Vittoria Castagneto, scrittrice e regista; Panayotis Evangelidis, scrittore, traduttore e filmmaker, assegna i seguenti premi.
Premio Miglior Documentario a Trans di Chris Arnold (Usa 2012)
Motivazione: «Perché affronta un tema che sempre più affiora nella sua drammaticità, portandolo fuori dall'ombra e rappresentandolo con una efficace varietà di testimonianze, con un ritmo intenso e illuminato da una fotografia assai curata».
Menzione speciale a Detlef di Stefan Westerwelle e Jan Rothstein (Germania 2012)

Concorso Cortometraggi – La giuria composta da Luca Bianchini, scrittore e sceneggiatore; Vittoria Schisano, attrice; Chiara Pacilli, giornalista e regista
Premio Miglior Cortometraggio a The Lesson di Paul Metz (Giappone 2011)
Motivazione: «Una piccola, grande lezione sul linguaggio universale dell'amore, e la dimostrazione di quanti miracoli sia ancora in grado di compiere. Ed è bello che ci venga ricordato che “Se ami qualcuno glielo devi dire, anche quando dai per scontato che lo sappia”».
Menzione speciale a Down Here di Diogo Costa Amarante (Portogallo 2011)
Premi del Pubblico
Miglior Lungometraggio: Parada (The Parade) di Sđrjan Dragojević (Serbia/Slovenia/Croazia 2011)
Miglior Documentario: Call Me Kuchu di Malika Zouhali-Worral e Katherine Fairfax Wright (Usa 2012)
Miglior Cortometraggio: Tsuyako di Mitsuyo Miyazaki (Giappone 2011)

Dobbiamo a persone coraggiose e preparate come Ottavio Mai e Giovanni Minerba se, oggi, in Italia, nonostante l'omonegatività statale e clericale – per tacere degli ingenti tagli alla cultura – è possibile continuare a portare avanti progetti culturali come quello del Torino LGBT Film Festival che, ogni anno, consente ad autrici ed autori di diverse parti del mondo di far conoscere opere cinematografiche che, altrimenti, resterebbero appena al di fuori degli angusti confini italiani. Facciano, quindi, buon uso di questo evento piemontese, assai importante oramai a livello internazionale, tutte le persone che, in qualità di videomaker o di registe e registi, vogliano divulgare i loro lavori. Sappiano che all'interno del festival Da Sodoma a Hollywood troveranno sempre un gruppo di persone pronte ad ospitarle. Per parte mia, resto in attesa di sapere quali sorprese ci offrirà l'edizione n° 28 del concorso di Mai & Minerba.


Lidia Borghi

Nessun commento:

Posta un commento