martedì 24 aprile 2012

Un corto animato per divulgare l'omofilia


Si intitola Le baiser de la lune (in italiano Il bacio della luna – Francia, 2010, 26') è stato ideato, scritto e sceneggiato da Sébastien Watel ed è un cortometraggio animato rivolto all'infanzia che tratta il tema dell'omofilia, anche se in Francia il video è stato bollato come eterofobico perché istigherebbe le bimbe ed i bimbi all'omosessualità.

In soli ventisei minuti l'autore è riuscito a narrare la storia d'amore di Felix e Leon – l'uno pesce gatto e l'altro pesce luna – la cui vicenda è ostacolata da una gatta, Agathe, la quale ben rappresenta, con i suoi pensieri intransigenti, la parte omofoba della società, quella che rifiuta di riconoscere le unioni affettive tra persone dello stesso sesso.
Realizzato con la tecnica che prevede l'uso di sabbia e pastelli animati, Il bacio della luna ha potuto vedere la luce grazie alla società di produzioni cinematografiche L'espace du mouton à plumes, fondata dallo stesso Watel nel 2004 e specializzata nella realizzazione di video d'animazione.
Agathe è una vecchia gatta che vive prigioniera in un castello ed è convinta che l'unica forma possibile d'amore sia quella tra le principesse ed i principi; nel chiostro dell'edificio c'è uno specchio d'acqua nel quale la micia ha cresciuto un piccolo pesce, Felix, come fosse stato una sua creatura. Il giovane ascolta i racconti della madre putativa con interesse, anche se il suo cuore è stato rapito da un pesce di nome Leon. Impossibile l'amore, per i due avannotti, a detta di Agathe. Che fare,? Grazie all'autenticità dei due pesciolini, la gatta riuscirà ad accoglierne l'unione e, così facendo, ad uscire dal suo metaforico castello di illusori pregiudizi.
Pensato come progetto educativo per le scuole elementari francesi degli ultimi due corsi di studio (quelli che oltralpe hanno il codice CM1 e CM2), Le baiser de la lune ha incontrato molti ostacoli, nonostante il suo scopo fosse quello di divulgare le unioni amorose fra persone dello stesso sesso in modo poetico e delicato, grazie alla tecnica del corto d'animazione; a mettersi di traverso, nell'acceso dibattito sorto subito dopo l'uscita dell'opera di Watel, persino un collettivo francese dedicato all'infanzia, il quale ha parlato di eterofobia, forte dell'appoggio del Ministero dell'istruzione e del partito popolare democratico, secondo i cui portavoce il corto non sarebbe adatto alle bambine ed ai bambini degli ultimi due anni di scuola elementare.
Dalla polemica è nato un contenzioso durato due anni, trascorsi i quali Sébastien Watel ha vinto la sua battaglia morale contro il pregiudizio: sostenuto dalla Lega della pubblica istruzione della città di Rennes, l'autore ha visto riconosciuto il suo progetto rivolto alle scuole elementari, dopo diversi mesi passati a divulgare Il bacio della luna non solo attraverso alcuni festival cinematografici, ma anche nelle scuole medie del suo Paese.
Per usare le parole di Sébastien Watel: «Il film parla d’amore, di pluralità nel campo delle relazioni romantiche. Non c’entra nulla la sessualità. Sono gli adulti che riducono l’omosessualità ai rapporti sessuali. (...). Volevamo dimostrare che non vi è alcuna differenza con una storia di principi e principesse. Il corto serve (...) a spiegare che non esiste un modello primario nel campo dell’amore.» (fonte)
Le baiser de la lune ha vinto il premio Pierre Guénin contro l'omofobia nel 2010 anche perché il suo autore, attraverso quelle immagini così delicate, ha saputo trasmettere all'occhio ed alla mente di chi guarda la storia di un viaggio all'interno dei sentimenti, una sorta di corso accelerato di educazione sentimentale che ha lo scopo di indurre a capire la vastità dei sentimenti amorosi a prescindere dalle etichette. A patto di guardarli con gli occhi del cuore.

Lidia Borghi

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