martedì 17 aprile 2012

Un doc per raccontare il fantasma lesbico


Chi frequenta questo blog sa quanto io trovi innovativo ed efficace il metodo del Fund Raising – un sistema nato sul web ed oggi diffuso in prevalenza dai social network – ovvero il finanziamento dal basso per realizzare video di utilità sociale, cortometraggi, documentari e quant'altro.

Nel caso specifico segnalo il progetto che darà presto vita all'opera Le lesbiche non esistono, le cui riprese sono state realizzate da due giovani filmaker toscane, Laura Landi e Giovanna Selis; a queste due coraggiose donne italiane dobbiamo l'iniziativa di un video che ha lo scopo di scardinare il vieto stereotipo italiano del fantasma lesbico. Per farlo Laura e Giovanna sono partite da un concetto provocatorio: mentre le persone omofobe hanno a disposizione un vasto repertorio di termini offensivi per etichettare i gay, alle donne che amano le donne non ne viene riservato neppure uno.
Vi siete mai chieste/i come sia possibile insultare una femmina omosessuale? Semplice, è sufficiente darle della lesbica parola che, di per sé, ha perso la sua connotazione toponomastica (persona nativa dell'isola greca di Lesbo) per assumere un significato negativo e spregiativo, spesso affiancato a rafforzativi crudi ed offensivi qui non riproducibili; dopo aver fatto questo ragionamento, le due autrici si sono domandate se questa caratteristica rappresenti un bene o meno, per giungere alla conclusione che no, l'assenza di epiteti non è cosa positiva, evidenziando che quello lesbico è ancora, nel nostro Paese, un fantasma da tenere nascosto, a causa del maschilismo patriarcale eteronormato, rafforzato dal ventennio fascista e dalla Chiesa cattolica.
E così Laura e Giovanna hanno cominciato a girare il centro nord dello Stivale alla ricerca di donne che avessero la voglia ed il coraggio di uscire allo scoperto per raccontare che sì, le lesbiche esistono e amano, vivono, convivono, lavorano, comprano casa, fanno la spesa, frequentano i famigliari durante le feste comandate. E dal nord si sono spostate dapprima a Roma e, poi, al sud, al fine di raccogliere quante più storie di donne che amano le donne; il passo successivo consisterà nella post produzione, dal montaggio ai titoli di testa e di coda, dalle musiche alle animazioni, per le quali le due filmaker toscane si sono avvalse della perizia di Francesca Bolis.
E, come sottolineato poco sopra, Laura e Giovanna si sono avvalse dell'aiuto del sito Produzioni dal basso per finanziare il loro prezioso progetto, che ha avuto inizio ad agosto del 2011 e che si concluderà presto, a seconda del materiale che, di volta in volta, riusciranno a raccogliere; dopo di che, una volta ultimato il confezionamento, le autrici si adopereranno per presentare il frutto della loro fatica a tutti i festival cinematografici possibili, LGBT e non, poiché sono convinte che tutte le persone dovrebbero vedere un documentario del genere, anche quelle eterosessuali.
Quindi, grazie al Fund Raising, che ha loro permesso di raggranellare già 2.180 euro, Laura e Giovanna hanno intenzione di giungere alla cifra di 4.000 euro; Com'è possibile fare una donazione e, così diventare produttrici o produttori di Le lesbiche non esistono? È sufficiente andare sul sito Produzioni dal basso, seguire le istruzioni e versare l'importo scelto; in questo modo si contribuirà a diffondere un documento visivo importante, che farà luce, ne sono sicura, sul complesso mondo delle lesbiche italiane.
Il progetto di Laura e Giovanna è importante e val la pena di essere divulgato il più possibile; è grazie ad opere come queste che il pesante pregiudizio che grava sul mondo lesbico e gay può essere alleggerito, mentre autrici ed autori che, con i metodi tradizionali di produzione rimarrebbero anonimi, possono uscire allo scoperto, farsi conoscere ed apprezzare e far girare la cultura visiva in Italia.



Lidia Borghi

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