mercoledì 2 maggio 2012

Dal Galles un festival di corti LGBT che sa fare rete

Di recente mi sono riferita QUI ad un concorso europeo dedicato ai cortometraggi a tematica lesbica e gay: si tratta di The Iris Prize ovvero Cardiff's International Gay and Lesbian Short Film Prize, l'unico festival in tutto il mondo a garantire al vincitore o alla vincitrice la possibilità di produrre per intero un cortometraggio nuovo di zecca.

Organizzato da un grande animatore come Andrew Pierce, ogni anno The Iris Prize è in grado di offrire la somma di 25.000 sterline in premio all'opera di cinema breve più meritevole, ecco perché il concorso gallese oggi è, a tutti gli effetti, la rassegna di corti altri più importante del panorama internazionale, in quanto dà la possibilità ai nuovi talenti di usufruire di una vetrina tutta per loro.
The Iris Prize è giunto, quest'anno, alla sua quinta edizione, che si svolgerà a Cardiff da mercoledì 10 a domenica 14 ottobre 2012, come è possibile leggere sul sito ufficiale dell'evento britannico, i cui organizzatori hanno affermato: «Chi avrebbe potuto prevedere nel 2007 che Iris avrebbe assunto in uno spazio di tempo così breve un ruolo chiave per i filmaker LGBT?» E infatti così è stato: The Iris Prize è davvero un festival unico al mondo e non è un caso che si svolga nella cosmopolita capitale del Galles.
Il motto di The Iris Prize è “We Experience and Share Stories” ed è proprio questo il compito che dovrebbe avere qualsiasi concorso cinematografico, a maggior ragione se riservato ai cortometraggi, la cui carica comunicativa deve essere sfruttata tutta quanta nel giro di pochi minuti, il che conferisce alle autrici ed agli autori di corti un grande valore aggiunto.
Come sia possibile, per il comitato organizzatore del concorso gallese, mettere insieme una tale somma di denaro ogni anno lo dimostra il gruppo di enti sostenitori e di sponsor – provenienti da ben diciotto nazioni – che Pierce & Co. sono riusciti a coinvolgere nel progetto: «Sono orgoglioso – ha affermato Andrew Pierce – di far parte della famiglia di Iris che continua a crescere ogni anno. Auguro un festival fantastico ai miei colleghi patrocinatori, agli sponsor, nonché agli amici di Iris, oltre ai nostri leali sostenitori in continua crescita.»
Una cosa è certa: ciò che The Iris Prize rappresenta oggi è molto di più di una rassegna LGBT di cortometraggi; esso è una famiglia in continua evoluzione che ha già dato vita ad Iris TV e a tanti altri eventi collaterali al festival, tra cui Iris Alumni.
Qual è il meccanismo che permette a The Iris Prize di essere sempre aggiornato in merito alle opere di cinema breve più meritevoli? La spiegazione sta proprio in quei diciotto sponsor, che sono altrettanti festival cinematografici a tematica LGBT che, di volta in volta, sono in grado di segnalare a The Iris Prize il nuovo talento del corto che è venuto fuori da una delle rassegne della rete di sponsor, il che pone The Iris Prize nella condizione di centrare ogni volta il bersaglio della qualità unita alla bravura dell'autrice o dell'autore di turno.
Quella offerta da The Iris Prize è una vera e propria “celebrazione della passione per i film” che può garantire a molte persone di uscire allo scoperto e di far conoscere i loro corti ad un pubblico sempre più vasto, di respiro europeo ed internazionale. Ecco perché invito tutte le autrici e tutti gli autori nuovi, giovani o meno, del nostro Paese a mettere in atto una vera e propria fuga di cervelli in direzione del Galles, dove il Cardiff's International Gay and Lesbian Short Film Prize potrà accogliere le loro istanze più autentiche, a partire dalle rispettive opere di cinema breve. Per superare un immobilismo che comincia a far paura anche a livello culturale.


Lidia Borghi

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