martedì 29 maggio 2012

Loro dentro. Quando il doc entra nelle carceri

Segnalo con grande piacere il documentario di utilità sociale Loro dentro (Italia, 2012, 42'), un mediometraggio che documenta in modo assai profondo la terribile vita dei detenuti all'interno del carcere di Marassi, a Genova.

Diretto dalla valente regista ligure Cristina Oddone e prodotto dall'Università di Genova, dal Laboratorio di Sociologia Virtuale, dall'Associazione Frantz Fanon e dal Ser.T dell'ASL 4 di Chiavari, questo documentario ha avuto per protagonisti alcuni giovani carcerati di un'età compresa tra i venti ed i trent'anni di diversa origine e di varie classi sociali, al fine di narrare per immagini il loro sforzo interiore continuo alla ricerca di un senso da dare ad una vita ingabbiata tra spesse mura.
Può la vita immaginaria ed immaginata di questi individui avere un collegamento con il mondo reale, quello che è rimasto al di fuori della galera? Possono quelle persone dalle vite spezzate ritrovare se stesse e ricominciare a dare un senso, giorno dopo giorno, ad un'esistenza fatta di ritmi scanditi, mentre si condivide una cella strettissima con altri? A queste domande ha tentato di dare una risposta Loro dentro, a partire dalle testimonianze dirette di diversi reclusi, magari per reati minori, all'interno della struttura carceraria più grande della Liguria, sorta per ospitare non più di 400 uomini e sovraffollata all'inverosimile.
Che io sappia, è la prima volta che una telecamera penetra all'interno di un istituto di pena per dar voce ai diretti interessati, lasciarli parlare, ascoltare le loro storie, le vicende umane – spesso tragiche – di persone alle quali la società, una volta varcata quella terribile soglia, pretenderebbe di togliere anche la dignità, finendo per dividere il mondo in buoni e cattivi.
Il progetto di Loro dentro, curato da un gruppo di valenti addette ed addetti ai lavori, ha centrato l'obiettivo, grazie ad una documentazione visiva assai efficace che, mentre prendeva forma, è riuscita ad andare oltre il pregiudizio del carcerato delinquente e senz'anima ed ha finito per instaurare una rete di relazioni umane autentiche fra la troupe, la regista ed i giovani coinvolti nelle interviste; cinque mesi di incontri settimanali e di riprese video – grazie alla sapiente mano della regista, la dottoressa Cristina Oddone, esponente del Laboratorio di Sociologia Visuale dell'Università di Genova – per far sì che a parlare, di fronte all'obiettivo, fosse l'immaginario dei detenuti, evocato da domande specifiche che hanno lavorato sul dualismo dentro/fuori, sull'importanza del luogo invece che del tempo che passa, inesorabile, logorando le menti di chi è prigioniero per colpa.
Un plauso al gruppo di lavoro, formato dallo psichiatra Simone Spensieri del Centro Fanon e del Ser.T dell'ASL 4 Chiavarese, dal professor Luca Queirolo Palmas (Di.S.A.), dalla stessa dottoressa Oddone, dalla professoressa Lagomarsino (Di.S.A.), dal ricercatore dr. Cannarella (Di.S.A.) e dal dr. Seimandi, psicologo tirocinante.
Loro dentro è partito dalla Liguria e sta facendo il giro dell'Italia, segno che questo documentario di utilità sociale ha centrato l'obiettivo che il gruppo di lavoro si era dato. Da questa proficua esperienza è così nato un DVD che può essere richiesto da associazioni ed enti sociali che vogliano proiettarlo presso le loro strutture, dando vita a cineforum a tema seguiti da un dibattito.
Concludo citando una parte del commento scritto al doc, la cui versione integrale è possibile leggere QUI: «(...) non si tratta di un’azione di denuncia fine a se stessa, piuttosto di un processo di ricerca reso possibile dall’instaurazione di una relazione continuativa tra i protagonisti del video e gli autori, (...) una scelta precisa e consapevole, ovvero quella di dare la possibilità di parola a chi non l’ha mai avuta e invitare la società a guardarsi allo specchio attraverso i corpi, i volti e le voci dei giovani che hanno partecipato al film.»




Lidia Borghi

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