martedì 26 giugno 2012

La prima edizione del Social Lab Film Festival di Asti


Ad Asti, durante i giorni dal 29 giugno al primo luglio 2012, si svolgerà la prima edizione di una vetrina multiculturale di grande importanza, il Social Lab Film Festival – Rassegna di cinema e fotografia sulle migrazioni.

Ideato ed organizzato da La Noix de Kola – un'associazione di volontariato nata per promuovere e divulgare l'integrazione sociale delle cittadine e dei cittadini immigrati a partire dal diritto ad apprendere la lingua italiana – e da Arthesis – il consorzio di promozione sociale che intende diffondere l'arte in quanto veicolo necessario allo sviluppo dell'umanità, l'SLFF è una manifestazione cinematografica che prevede la proiezione – almeno per questa prima edizione – di tre film, quattro documentari e sette cortometraggi che hanno in comune il tema dei “diritti umani, dell'accoglienza, dell'emigrazione e del meticciato culturale”, come è possibile leggere sul sito ufficiale dell'evento astigiano.
In tal senso, risulta di fondamentale importanza l'apporto fornito al festival proprio da La Noix de Kola, grazie al suo Laboratorio Sociale di Lingua e Integrazione, all'interno del quale le operatrici e gli operatori non si limitano ad insegnare la lingua italiana alle persone immigrate, ma si spingono oltre, mettendo in atto una proficua mescolanza di tradizioni culturali; e così, ogni opera iscritta alla rassegna ha affrontato almeno uno dei temi più cari al comitato organizzatore dell'SLFF ovvero famiglia, lavoro e viaggio.
La caratteristica più importante del festival astigiano è rappresentata dal fatto che le stesse e gli stessi studenti del laboratorio hanno potuto fruire di quei video a scopo didattico, avendone visionato i contenuti, che sono diventati oggetto di analisi e di studio; diversi sono stati, quindi, gli spunti di apprendimento per le persone coinvolte nell'officina di lingua locale. Uno su tutti? Il confronto interculturale, che ha stimolato un fruttuoso dibattito in aula.
Che la cinematografia avesse un ruolo fondamentale in tutti gli ambiti dell'apprendimento è cosa nota a tutte e a tutti, a maggior ragione se si pensa all'enorme potere divulgativo del cortometraggio che, in questa importante iniziativa astigiana, viene sfruttato a partire dal particolare linguaggio utilizzato che consente, in pochi minuti, di trasferire profonde emozioni in chi guarda.
«La portata innovativa di questo piccolo festival – si legge in una delle pagine del sito – è rintracciabile quindi nella straordinaria sinergia che crea tra un'attività prettamente culturale ed in genere fruita da cittadini italiani – il cinema – e le attività di promozione dell'integrazione dei cittadini migranti.»
Questo e molto altro sarà possibile assimilare durante i tre giorni di festival ad Asti; infatti è stata organizzata anche una mostra fotografica che narra per istantanee l'incontro delle culture, oltre a due tavole rotonde, un workshop riguardante il metodo autobiografico utilizzato durante le lezioni di lingua locale ed un laboratorio di animazione per bambine e bambini.
In particolare, la tavola rotonda intitolata La migrazione nel documentario: diritto alla libertà della visione – che vedrà l'intervento, fra le altre persone, dello sceneggiatore Claudio Braggio, si occuperà di sottolineare la grande portata del mezzo visivo del documentario per farci conoscere in modo approfondito le vicende umane di persone che, altrimenti, non avrebbero la possibilità di raccontarsi: «Il documentario che ha come tema portante le migrazioni è uno strumento per dare voce a chi non ce l'ha. – si legge nel comunicato stampa divulgato dall'SLFF – È un canale per far conoscere al pubblico temi poco noti e spesso sommersi. Con questa tavola si intende approfondire il tema del documentario come modo per affermare diritti umani inalienabili.»
Concludo questo mio post sottolineando – e lo farò sino alla nausea, se necessario – il ruolo fondamentale rivestito dall'attività del “fare rete”: senza il ricorso a questo prezioso espediente lo SLAFF non avrebbe potuto nascere, in questo periodo di recessione nera e infatti anche la vetrina astigiana può contare sul patrocinio di Film Commission Torino Piemonte, sul supporto di Piemonte Movie e sulla collaborazione di Storie del Monferrato dello stesso Braggio (per il posto click QUI), per non parlare dell'Archivio Nazionale Cinema d'Impresa, della Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e del Progetto Integrazione Accoglienza Migranti (PIAM onlus). Lascio per ultima la Rete del Caffè Sospeso, l'insieme di “festival, rassegne, associazioni culturali di mutuo soccorso” che vede il coinvolgimento anche del Festival di Cinema dei Diritti Umani di Napoli e che si regge grazie al meccanismo dell'autogestione di diversi spazi cittadini che coinvolgono anche le diverse realtà sociali che agiscono a livello locale.
Ben vengano festival cinematografici come il Social Lab Film Festival. La cultura della diversità va valorizzata in ogni momento e con qualsiasi mezzo culturale a disposizione. Lunga vita, quindi alla rassegna interculturale di Asti.



Lidia Borghi

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