lunedì 18 giugno 2012

Lo Skepto International Film Festival

Chi frequenta questo blog saprà quanto la sottoscritta sia sensibile, quando si tratta di divulgare i concorsi riservati alla settima arte in breve, motivo per cui volentieri segnalo la realtà di Skepto International Film Festival, giunto quest'anno alla terza edizione.

Nato nel 2010 con una sessantina circa di titoli di tutto rispetto, questo festival si è sviluppato nel capoluogo sardo grazie ad una location prestigiosa come l'Hostel Marina, una realtà commerciale, turistica e culturale cagliaritana da sempre attenta alla divulgazione del cinema internazionale, particolare che ha indotto il consiglio direttivo della struttura a collaborare con la Cineteca Sarda.
Quali sono i veri punto di forza di Skepto? Il respiro internazionale che da sempre contraddistingue questo concorso e la rete di città – italiane e non – coinvolte nel progetto, che cresce e si sviluppa sempre più di edizione in edizione; quella che si è svolta tra la fine di marzo ed i primi di aprile 2012, infatti, ha visto il coinvolgimento di Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Perugia, Madrid e Barcellona, nonché dei centri sloveni di Sežana, Krško e Trbovlje, mentre il programma italiano si è svolto dal 28 al 31 marzo a Cagliari.
Che cosa ha permesso al comitato organizzatore di Skepto di allargare gli orizzonti culturali del festival? La collaborazione con l'IED (Istituto Europeo di Design) – che ha consentito di ottenere il sostegno dell'IED di Madrid – e quella con la Rete AIG (Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù); il resto lo fanno, ogni anno, i partner di pregio della manifestazione sarda, il cui apporto consente di offrire dei contributi in denaro di tutto rispetto a chi vince i premi in palio.
Una doverosa menzione per la giuria, che quest'anno ha visto la partecipazione di tanti grandi nomi del panorama cinematografico internazionale (per l'elenco completo click QUI) fra cui mi piace citare Mario Piredda, al cui esemplare lavoro Io sono qui ho dedicato un post su questo blog.
C'è un altro punto di forza che fa del SIFF una rassegna vincente e destinata a lasciare il segno, a livello internazionale, nel già nutrito panorama mondiale (un po' meno italiano) dedicato al linguaggio del corto ovvero l'assoluta libertà lasciata ad autrici ed autori nella scelta dei temi e delle tecniche, il che offre la possibilità di dar vita ad opere – anche scolastiche – di sicuro successo.
Di recente ho sottolineato un paio di punti importanti, in merito al cinema breve ed alle sue tante possibilità di sviluppo, anche nel nostro Paese: in primis la capacità di fare rete, che consente a molti festival internazionali di continuare ad esistere e a divulgare la cultura del cortometraggio senza l'assillo delle sovvenzioni; inoltre l'importanza, per l'Italia, di smettere di considerare quello del corto come una sorta di cinema di serie B, che rappresenta un mero trampolino di lancio per il cinema vero, quello impegnato, per le registe ed i registi.
La variegata realtà mondiale ci dice che le cose non stanno così: i cortometraggi rappresentano una variante culturale della narrazione per immagini che ha saputo ritagliarsi un ambito tutto suo, nel quale le autrici e gli autori riescono a vivere del loro lavoro e a far girare sempre di più le loro storie per immagini.
Un discorso del genere è oggi impensabile nel nostro Paese, per i motivi appena esposti e per il fatto che la cultura in genere ha raggiunto dei livelli di sottosviluppo che fanno paura. Ecco perché è importante fare rete ovvero che le ed i filmaker si riuniscano in tante associazioni culturali che possano a loro volta collegarsi con altre realtà simili: solo unendo in questo modo le forze è possibile aggirare il pesante ostacolo della mancanza cronica di denaro, che impedisce anche al linguaggio italiano dei cortometraggi di decollare. L'esempio di tanti festival internazionali ci dimostra che questa è la strada giusta.
Concludo questo mio post dedicato allo Skepto International Film Festival citando i Paesi delle autrici e degli autori che hanno iscritto al concorso cagliaritano le loro opere: Austria, Danimarca, Francia, Finlandia, Germania, Grecia, Irlanda, Portogallo, Regno Unito, Romania, Spagna, Svezia, Svizzera, Ucraina, Cipro, Egitto, Mozambico, Cile, Cuba, Messico, Canada, Stati Uniti, Singapore, Giappone. Vi pare poco?


Lidia Borghi

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