lunedì 4 giugno 2012

Un corto scolastico contro l'omofobia grazie a My Giffoni


Rifiuta l'omofobia (Italia, 2012, 2',44'') è il cortometraggio prodotto dalle e dagli studenti del Liceo artistico statale M. Festa Campanile di Melfi (Pz).
Realizzato grazie al progetto Ciak si gira – A scuola contro l'omofobia della sezione melfitana della FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari), ha visto il coinvolgimento – oltre alle scolaresche delle sezioni III A/ B, IV A/B – della dirigente scolastica Antonella Ruggeri, del docente Vincenzo Camardelli e delle docenti Maria Pia Carelli, Marilina Catarinella, Michela Giansanti e Francesca Ruggiero; un plauso particolare ai discenti Antonio Caputo e Raffaele Corrado.
In poco meno di tre minuti questo corto contro l'omofobia ci mostra un anziano oratore dall'eloquio sciolto che intraprende il suo discorso riguardante l'articolo 3 della Costituzione repubblicana ad un pubblico assente. Ad ascoltarne le parole illuminate solo una bidella che sta facendo le pulizie in un bagno poco distante dalla sala conferenze; mentre sta lavorando china sul lavabo la donna annuisce, affascinata dalle parole del tipo. Poi accade una cosa inattesa: il fine dicitore comincia ad attaccare le persone con orientamento omosessuale con affermazioni che finiscono per contraddire il dettato di quell'articolo e, mentre rincara la dose, non si accorge che il suo corpo rimpicciolisce in modo evidente e la sua voce si fa via via sempre più stridula e flebile. Sino a che...
Questo corto di utilità sociale è geniale, nel suo svolgersi, in quanto si fa metafora della piccolezza di quelle persone che, ogni volta che attaccano la diversità affettiva e sessuale, non fanno altro che diventare piccole piccole, a causa dei loro proclami escludenti, che ne fanno degli individui ammalati immersi in una società che avalla le parole d'odio.
Segnalo che questo video scolastico partecipa alla gara My Giffoni – Concorso produzioni scuole by Giffoni, la sezione del Giffoni Film Festival riservata al cinema per ragazze e ragazzi prodotto dalle dirette e dai diretti interessati, una vetrina assai interessante che offre la possibilità a tanti giovani talenti di realizzare opere di cinema breve all'interno delle rispettive strutture scolastiche, grazie all'appoggio fattivo delle e dei docenti. Ogni corto partecipante alla selezione può essere votato QUI.
Mi piace citare tutte le persone che sono state coinvolte nel progetto melfitano, collaborando alla sceneggiatura del corto: Vincenzo Camardelli, Antonio Caputo, Maria Pia Carelli, Maria Pia Catarinella,Raffaele Corrado, Assia De Liguoro, Maria Rosaria Gentile, Michela Giansanti, Enea Imbriani, Rachele Leccadito, Aldo Marinetti, Valeria Mazzarelli e Francesca Ruggiero, tutte e tutti parimenti meritevoli di un ricordo sul web.
Sottolineo inoltre che il My Giffoni , che ha preso vita il 25 maggio scorso, è diviso in tre sezioni, a seconda dell'età delle scolaresche impegnate: da 6 a 10 anni, da 11 a 13 anni e da 14 a 20 anni e che il Giffoni Film Festival, giunto all'edizione n° 42, si svolgerà dal 14 al 24 luglio 2012 nella consueta location campana.
L'idea dalla quale è nato il corto Rifiuta l'omofobia è stato sviluppato dalla FIDAPA, per cui siamo di fronte ad un progetto che è culturale e scolastico allo stesso tempo; la federazione ha fornito alle scolaresche coinvolte molto materiale in merito alla piaga sociale dell'omofobia e tutte le persone coinvolte nella realizzazione del video hanno accettato il confronto in modo attento ed attivo, come ha affermato la docente Catarinella (fonte).
Il mese che, a livello internazionale, è dedicato alla lotta contro l'omo/transfobia si è appena concluso con tante iniziative che hanno coinvolto associazioni e gruppi di ogni parte del Paese ed è confortante sapere che anche alcune scolaresche hanno contribuito, quest'anno, a diffondere l'omofilia in una nazione che avalla lo stigma sociale nei confronti delle persone LGBT a partire dalla mancata approvazione di una legge che ne punisca come aggravante i reati di violenza. Anche questa è arretratezza civile.



Lidia Borghi

Nessun commento:

Posta un commento