martedì 21 agosto 2012

Dieci corti d'autore. Fantasia sottomarina di Roberto Rossellini


Roberto Rossellini nacque a Roma nel 1906. Suo padre fece costruire la prima sala cinematografica della Capitale, la famosissima Barberini, all'interno della quale il piccolo Roberto mosse i primi passi nel mondo della settima arte come rumorista.
Questa ed altre attività collaterali intraprese dal giovane artista ne fanno tutt'ora uno dei registi più completi e versatili che siano mai esistiti.
I suoi corti – di cui ho parlato QUI – sono nove di cui il primo, Daphne, del 1936, andò perduto. Quello presente nella preziosa raccolta dei Dieci corti d'autore è Fantasia sottomarina (Italia, 1940, 10',16'', b/n) girato due anni prima nella casa paterna di Ladispoli, grazie a due acquari pieni di pesci.
La storia di Fantasia sottomarina è una favoletta che ci presenta un piccolo sarago alle prese con le pene d'amore; a narrarcene le vicende quel fine dicitore che andava sotto il nome di Guido Notari, cui spettò il compito di commentare i documentari di guerra dell'arcinota Settimana INCOM, quella stessa che produsse il corto, poi distribuito dall'Istituto LUCE.
Questo corto d'autore è anche una storia di guerra che diviene metafora della lotta quotidiana che le persone deboli devono intraprendere per non soccombere di fronte alle prepotenze ed ai soprusi altrui; il piccolo sarago è nella stessa condizione: i fondali marini tra i quali si muove nascondono pericoli inimmaginabili.
Il nostro saraghetto, infatti, giovane e un po' sventato, ha un appuntamento con la sua bella ma, per incontrarla, dovrà superare diverse insidie: uno scorfano, un'esca che cela al suo interno un grosso amo, un polpo ed una murena che cominciano a duellare fra loro e due seppie amoreggianti.
Fantasia sottomarina venne proiettato per la prima volta a Roma ad aprile del 1940. Due mesi più tardi l'Italia entrò in guerra al fianco di Germania e Giappone, quando le truppe di Hitler avevano già causato la capitolazione di gran parte dell'Europa continentale. Poche settimane più tardi avrebbe avuto inizio la famosa Battaglia d'Inghilterra. Roberto Rossellini iniziò le riprese del suo capolavoro – Roma città aperta – nel 1943, quando il Generale Badoglio aveva ormai fatto il suo famoso proclama radiofonico, in base al quale “la guerra è finita, ma la guerra continua”.
Questo e gli altri corti dell'esordiente Rossellini sono piccole perle di una carriera artistica di indiscusso pregio, che ci consente oggi di annoverarlo tra i maestri del Neorealismo italiano.

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Lidia Borghi

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