martedì 18 settembre 2012

Dieci corti d'autore. Confidenze di un gatto di Giorgio Ferroni



Giorgio Ferroni nacque all'inizio del secolo scorso a Perugia e fece sempre il regista anche se, negli anni '30, svolse l'attività di critico cinematografico per il periodico La Ruota.
Nonostante il grande influsso che anche su di lui ebbe il Neorealismo, Ferroni si specializzò in pellicole documentaristiche – grazie all'Istituto Luce – e di vario genere, dal western, all'avventura, dalla mitologia all'horror. Noto in Italia per aver diretto molti interpreti del cinema popolare italiano come Erminio Macario, fondò la Ferroni cortometraggi, grazie alla quale poté confezionare tutti i suoi lavori di cinema breve.
Confidenze di un gatto (Italia, 1953, 9',36'') è un affresco della Roma anni '50 fra tradizione millenaria e realtà del dopoguerra: Trinità dei monti, il ghetto ebraico, i Fori Imperiali e le zone vicine vengono riprese mentre seguono le avventure di un micio randagio che si racconta.
E così la voce narrante di Gianni Robert – che impersona il gatto – ed il commento musicale di Gaby Debbane, impreziositi dalla fotografia di Rino Filippini, ci guidano alla scoperta delle vie più antiche della Capitale, quelle stesse che diedero i natali agli avi del ramingo felino; angoli di una Roma affascinante, tutta da scoprire, fanno da contrappunto alla narrazione, vocale e per immagini, mentre l'animale ci introduce nella sua casa, i Mercati Traianei, di fronte a piazza Venezia. La colonia di colleghi del protagonista è assai numerosa e sparsa per le vie più suggestive del centro storico, quelle più battute dai turisti provenienti da tutto il mondo. Memorabile la serie di immagini dedicate alla toletta dei felini, cui segue la ricerca del cibo, almeno fino a che non giunge la gattara di turno a sfamare il nutrito gruppo di miagolanti amiche ed amici. E, dopo tanto vagare, passeggiare e mangiare, la pennichella è d'obbligo. Delizioso, questo corto d'autore, soprattutto nella parte dedicata alle numerose figliolanze della comunità felina. All'imbrunire, infine, il nostro protagonista a quattro zampe incontra la micia del guardiano di uno scavo archeologico e si accomiata in modo educato dal pubblico.

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Lidia Borghi

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