mercoledì 24 aprile 2013

LovinGenova. Un cortometraggio ma anche un atto d'amore



Con lo slogan “Ancient, New, Magic, True” si apre, dopo un'introduzione assai efficace, il cortometraggio LovinGenova (I, 2012, 18',59'') una piccola, graziosa opera di promozione turistica che ci offre un'immagine del capoluogo ligure davvero unica, come unico è il tratto che si cela dietro ai suoi fotogrammi.


Diretto da Dennis Cabella e Marcello Ercole – che ne ha anche curato la fotografia – per la Illusion, la casa di produzioni video che entrambi hanno fondato nel 2003 per far fronte alle richieste più disparate di un mercato fatto di piccole e medie imprese come di privati, LovinGenova rappresenta molto più di un lungo spot che dovrebbe invogliare i turisti e le turiste a visitare Genova; esso è un vero e proprio atto d'amore per una città dai mille scorci adatti a finire sulla pellicola.

Voluto dall'Ufficio Sviluppo e Promozione del Turismo del Comune di Genova, commissionato da Genoa Municipality attraverso l'agenzia M&R Comunicazione – cui appartiene lo script – ed interpretato da Manuela Parodi e Riccardo Vianello, questo corto ci propone le mini storie parallele di due coppie di persone come tante che si muovono per le strade di Genova alla scoperta delle sue mille bellezze, impreziosite dalla cura fotografica dei suoi autori, ai quali va ascritto il grande merito di averci proposto tanti itinerari, noti e meno noti, visti con gli occhi e lo stupore del turista ma anche con il sentimento di gratitudine di chi a Genova è nato. E così i nostri due interpreti ci accompagnano per poco più di un quarto d'ora per creuse e per vicoli, per mare e per terra, in un tragitto che spiega bene il rapporto del capoluogo ligure con i monti alle spalle ed il mare davanti, una struttura urbana lunga e stretta unica al mondo. Campo Pisano, i Parchi di Nervi, Galata il museo del mare, ma anche i tetti di Genova con i suoi campanili medievali e moderni, la sopraelevata e le vie dai palazzi risorgimentali, via XX ed il Porto Antico, i pescatori che perpetuano il rito antichissimo del rammendo delle reti logore, la Commenda di Pre ed il chiostro triangolare di Sant'Agostino, piazza della Nunziata e il mare, anch'esso monumento genovese. E il sole. Tanto sole, ad illuminare strade e gesti, sguardi e monumenti. E che dire del Bigo e dell'Acquario? Magia pura. Come quella che ti prende quando addenti un pezzo di focaccia genovese e il suo impasto dal sapore unico comincia a sciogliersi in bocca e tu non puoi fare a meno di pensare: “Io qui ritornerò”.

Un particolare colpisce, più di tanti altri, di LovinGenova: lo sguardo della donna e dell'uomo è spesso rivolto verso l'alto perché, se è vero che il capoluogo ligure è bello in ogni suo scorcio artistico, le meraviglie più preziose si possono apprezzare solo se si alza la testa, ad ammirare le mille pietre preziose di un luogo dell'anima che si è sviluppato anche in altezza, forse per essere un po' più proteso al cielo che non alla terra.

Ed è proprio vero, Genova è un misto di antichità, innovazione, magia e veridicità, come dimostra la bellezza delle immagini che il duo Cabella/Ercole è riuscito a mettere insieme con una maestria che è pari solo alla sua professionalità.

E poi c'è il tributo più grande, a quel Centro storico che, oltre ad essere il più esteso d'Europa, è anche il più inter etnico che esista: lì puoi trovare persone delle più disparate origini umane a convivere da secoli, poiché Genova è una delle città più tolleranti che esistano. Una piccola grande Casbah all'interno della quale qualsiasi articolo merceologico che ti venga in mente di acquistare c'è. Basta saperlo cercare.

E, mentre l'occhio della macchina da presa spia i due protagonisti durante le loro scorribande genovesi, l'occhio di chi guarda si scopre umido dall'emozione, perché tante bellezze, umane ed urbanistiche, tutte insieme chi le ha viste mai?

Pietre che parlano. Occhi che parlano. Gesti che parlano. E come cornice una delle città italiane più belle del mondo. Una bellezza aspra, a tratti difficile, come il carattere di molti suoi abitanti, poco avvezzi al complimento, dalle risate a denti stretti, il cui cuore è facile da conquistare, se niente niente ti metti a socializzare. E poi c'è il riconoscimento ad una gastronomia gustosa ma semplice, povera ma invitante.

E ancora sentieri di campagna ed alture, mare visto dall'alto e colline osservate dal basso. I forti e le casematte, i prati e le vie ingolfate di autoveicoli, il borgo marinaro più famoso di Genova, Boccadasse e la chiesa più particolare di tutte, San Pietro in Banchi, un edificio sopraelevato messo lì a protezione delle botteghe sottostanti.

Chi ancora non fosse convinto a venire a Genova ha due alternative: consultare un'enciclopedia oppure guardare per intero il cortometraggio di Dennis Cabella e di Marcello Ercole, disponibile in tutti gli Info Point sparsi per il centro della città; così facendo, potrà assorbire per intero l'influenza benefica di una città magica e vera, che sa d'antico e di nuovo al tempo stesso.

Una sola avvertenza: una volta interiorizzati quei luoghi e quei sapori, quegli odori e quegli scorci sarà impossibile tornare indietro e, come il marinaio che, trascorsi anni ed anni a far commerci oltremare, sente forte la nostalgia delle coste genovesi che gli diedero i natali, chiunque vorrà mettere piede sul suolo genovese almeno una volta, per poi farvi ritorno. Perché la vita è un cerino e le cose belle è meglio imprimerle subito nella memoria, prima che sia troppo tardi.

Difficile, per la sottoscritta, essere obiettiva, quando si parla della sua città natale e infatti questo mio post apparirà ai più come una sorta di spot promozionale messo giù a parole. Se così fosse, vorrebbe dire che il mio scopo è stato raggiunto in pieno: parlare di un corto unico nel suo genere mentre elogio Genova e quei tanti scorci magici che ne fanno, a tutti gli effetti, un luogo del cuore.

Un plauso, quindi, alla premiata ditta Cabella/Ercole, a cui va un altro indubbio merito, quello di averci donato un piccolo diamante dalle mille sfaccettature: di cielo e di mare, di pietre e di scogli, di metallo e di sogni. Per continuare a sognare ancora nella città del cuore.

Ah, dimenticavo! Ci si vede in piazza delle Erbe per l'aperitivo...

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Lidia Borghi

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