mercoledì 26 febbraio 2014

¿Dónde está la diferencia? Un corto di valorizzazione della diversità contro il bullismo scolastico

Immagina una persona qualsiasi. Che vive in una città qualunque, in un qualsivoglia appartamento. Pensa a quella come se fossi tu; il genere poco importa.
Ti basti sapere che quell'individuo ha diverse abitudini, alcuni comportamenti e molte inclinazioni che somigliano a quelle di milioni di altri soggetti sparsi su tutta la Terra: musica, cucina, animali, viaggi, oggetti, ricordi, attitudini, affinità; decine e decine di particolari interessanti che ne formano l'essenza, ne caratterizzano l'esistenza e ne influenzano le azioni. E magari quella persona ha in mente, da qualche tempo, di mettere al mondo un figlio o una figlia. Ora ti pongo una domanda: Ti cambierebbe la vita conoscerne la nazionalità? Farebbe davvero la differenza sapere di quale colore sia la sua carnagione? Se sia agnostica, atea o credente? Se sia maschio, femmina o altro? Se sia eterosessuale o transessuale o gay o lesbica?
A questa e ad altre domande prova a rispondere il cortometraggio ¿Dónde está la diferencia? (Co, 2011, 1',54''), prodotto da Colombia Diversa e Octava Productora, con il sostegno della Agencia Española de Cooperación de Extremadura, per contrastare la discriminazione ed il bullismo scolastico rivolto alle persone LGBT.
Domande quali: “Che cosa ci rende uguali? – Che cosa differenti?” sono il filo conduttore dell'intero lavoro, che rappresenta solo una parte di un progetto più ampio, che ha visto la realizzazione pure di un documentario e di un opuscolo educativo, i cui elementi costitutivi sono di valido aiuto per sradicare i pregiudizi che ruotano attorno alle persone transgender, lesbiche e gay; il tutto rivolto alle scuole ed alle università.
La diversità sessuale è una ricchezza, non un elemento negativo, come ha mostrato il documento visivo sperimentale prodotto dagli enti di cui sopra, con l'aggiunta di Fundación Triangulo: realizzato grazie alle testimonianze dirette di un gruppo di persone volontarie, cui è stata consegnata, per quattro giorni, una videocamera, il lavoro ce le mostra a tu per tu con la loro quotidianità, senza filtri di sorta, al fine di trasmettere a chi guarda il messaggio dell'assoluta uguaglianza, per gesti, comportamenti, affinità e propensioni, a milioni di individui di tutto il mondo.
Segnalo infine l'accompagnamento musicale del gruppo colombiano Amos y loSantos, grazie al quale le vicende dei soggetti coinvolti hanno potuto emergere nel modo più efficace.
Ogni individuo è una persona. Punto e basta. Senza ulteriori accezioni. Che cosa, dunque, fa la differenza, in ognuna/o di noi? L'essere soggetti pensanti, dotati di identità personali specifiche, un insieme armonico differente, a seconda di chi ci troviamo di fronte. Tutto il resto non conta. Se non a segnare il confine tra rispetto e discriminazione.



Lidia Borghi

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