lunedì 6 ottobre 2014

Adam and Dog. Di quella volta in cui il cane incontrò per la prima volta l'uomo. E la donna

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Torno oggi ad occuparmi di cortometraggi d'animazione, per segnalare un lavoro del 2013 di Minkyu Lee, Adam and Dog (USA, 2011, 15',01''), che fu candidato al premio Oscar nella sezione riservata al miglior corto d'animazione nel 2013.


In perfetto stile biblico, verrebbe da dire, l'animazione di Adam and Dog si apre con un'inquadratura dall'alto: abbondante verzura per ogni dove e, in mezzo alla macchia, una presenza discreta a muoversi, odorare, esplorare; ogni cosa è davvero affascinante per quel quadrupede, che prende ad abbaiare ad ogni nuovo incontro con gli altri abitanti di quel paradiso in Terra. Tutt'intorno è pace, armonia: solo il rumoreggiare lento e rilassante della natura circostante, intenta a mandare avanti il suo cosmico lavoro. Come un mantra che gira nel cervello, quei suoni inducono rilassamento e predispongono alla gioia. I giorni rincorrono le notti, le acque limpide e fresche non fermano il loro incessante corso, le chiome degli alberi si arrendono alle folate di vento. Il cane continua le sue perlustrazioni, in cerca dell'altro animale da sé di turno. All'interno del formato 16:9 tutto si compone con un senso ben preciso, tutto scorre, tutto va come deve andare; è la natura e la natura fa così: non inquina, non sofistica i cibi, non sovverte il ruolo delle colture in barba alle stagioni, non usa colture transgeniche, non ammazza gli animali, non conferisce espressioni umanizzanti ai volti ed alle azioni degli stessi come pretenderebbe di fare l'Umanità, non forza le cose. La natura non ha fretta. Il cane non ha fretta. Poi, un giorno... In mezzo ad una distesa di spighe alte, secche e fruscianti, l'incontro fra il quadrupede latrante e Adamo, un nudo umano disegnato con i genitali appena accennati, bruttino e giocherellone. Come il cane. I due, dopo essersi studiati ed annusati a lungo, diventano amici inseparabili. Fino a che Adamo non incontra Eva e si dimentica dell'amico fedele. E poi? E poi tutto crolla: la caduta della coppia primigenia dal Paradiso terrestre scombina tutto e nulla sarà, da quel momento in avanti, come prima. Malgrado ciò, verso la fine del corto di Minkyu Lee, accade qualcosa che ridà speranza al rapporto più fedele in assoluto che esista sulla faccia della Terra – ma solo dalla parte del cane – inducendo in chi guarda quel sospiro di sollievo che giunge, nel momento in cui ti rendi conto che sei di fronte ad una lieta fine.

Prodotto da Minkyu Lee e dalla Lodge Films, scritto, diretto ed animato – a mano – dallo stesso Minkyu Lee, coadiuvato in ciò da Jennifer Hager, James Baxter, Mario Furmanczyk, Austin Madison e Matt Williames per le bellissime animazioni, Adam and Dog è un corto davvero bello che, usando il tema biblico solo come un punto di partenza, per narrare il primordiale incontro fra il primo maschio del genere umano con il suo amico fedele, conferisce all'intera storia un valore aggiunto che è rappresentato dalla speranza, che fa capolino, alla fine della vicenda animata quando, curva sul quadrupede, intravediamo una non più giovane Eva intenta a donare un gesto d'amore al cane.

Minkyu Lee ed il suo gruppo di animatrice ed animatori sono davvero talentuosi e ci hanno offerto un corto che colpisce l'attenzione non solo per la perizia con la quale le immagini sono state confezionate, ma anche per il messaggio di apertura alla vita – malgrado la caduta – e per quell'accompagnamento sonoro che rinfranca il cuore, con i suoi effetti acustici unici, frutto di un attento lavoro di cattura dei suoni, degno del/della migliore rumorista stile Lisbon Story di Wenders.

Come spesso accade di notare, quando si recensisce un libro, un corto oppure un lungometraggio, le immagini diventano un pretesto per far passare tutt'altro messaggio e quella narrazione in movimento si fa efficace metafora, al fine di trasmettere messaggi edificanti; Adam and Dog non fa eccezione e merita d'esser visto sino in fondo.

Una curiosità: l'Oscar per il miglior film d'animazione, nel 2013, è andato a Paperman, la graziosa storia d'amore incentrata sugli aeroplanini di carta; ardua la scelta, per giurate e giurati, a ridosso della notte più attesa da milioni di persone cinefile nel mondo, quell'anno.
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Lidia Borghi

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