martedì 24 febbraio 2015

Recensione del libro L'amore autentico

Raramente recensisco un libro, credo in buona sostanza di non averne le capacità, ma questa volta è doveroso farlo.
I motivi sono due...

1) La scrittrice di cui voglio parlare, Lidia Borghi , è davvero brava e preparata
2) La suddetta scrittrice brava e preparata è riuscita nell’intento di attaccarmi a un "volumetto" dove si parla anche di Chiesa.
Il miracolo è accaduto proprio perché nell'immergermi nell'Amore autentico (questo il titolo del libro) non ho avuto l'impressione che mi si facesse il lavaggio del cervello.
La piccola e breve storia dove si evince la posizione della chiesa davanti all’omosessualità, viene presentata con un linguaggio forbito, ma comprensibile e accattivante allo stesso tempo. Le note critiche dell’autrice, che ogni tanto appaiono, nello spartito di questa "canzone" letteraria, indicano un'imparzialità che non mi aspettavo. Leggo critiche alla chiesa e qualcuna a un mondo gay che non necessariamente è nel giusto in quanto tale.
Per chi come me è lontano dalla chiesa per sua scelta e non per obbligo sapere che, questa istituzione che dovrebbe aiutare gli emarginati a non essere tali, è invece la prima a fare muro non è una scoperta!
Coloro che invece sono ancora alla ricerca di una spiritualità e nel frattempo si appoggiano alla religione cercando conforto, hanno diritto ad averne in quanto esseri umani, senza giudizio alcuno. Lidia, invece, ci sottolinea che ancora prima dell’istituzione chiesa il “messaggio di amore universale” non passa attraverso la persona togata … di qualsiasi epoca storica.
La parola Giudizio, invece, viene cestinata dalle mamme che si sono confrontate con un mondo a loro sconosciuto, da queste donne che hanno dimostrato di avere quell’ amore che il vocabolo “mamma” dovrebbe contenere per antonomasia.
Non credete che sia la norma questa e apprezzo Lidia Borghi per averlo raccontato con delicatezza e rispetto … ringrazio quelle madri che hanno amato e accettato i loro figli nel rispetto di quello che erano e non di quello che sarebbero dovuti essere. Comprendo che per loro cattoliche tutto questo è stato fonte di “travaglio” interiore, accettare che i loro figli semplicemente fossero e accettare che gli uomini sputavano giudizi e sentenze in nome di Dio. Lo stesso Dio che predicava amore. Lo stesso Dio che sia loro che i loro figli amavano.
Chiudo con un pensiero: In questo libro si parla d’amore.
Andrebbe letto solo per questo.
Grazie Lidia.


Nadia Lattanzi

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