lunedì 18 maggio 2015

Corti animati. The Gift, l'amore. Per davvero

The Gift (RCH, 2013, 7', 50'') è un cortometraggio scritto e diretto da Julio Pot, il quale si è servito della tecnica digitale Paperless per animare i personaggi di un piccolo gioiello, che sta facendo il giro del mondo attraverso i festival del corto organizzati in tantissime parti del mondo; selezionato in più di cento concorsi internazionali, The Gift ha vinto una quindicina di premi, tutti meritatissimi, per il modo in cui viene trattato un tema che tocca tutte e tutti noi molto da vicino.

Qualche tratto di pennarello comincia a disegnare due figure umane riprese di tre quarti (a differenza di quanto accade nel corto, non è mia intenzione attribuire un genere a dette figure, motivo per cui le ho chiamate “persona A” e “persona B”). Dopo un primo attimo di reciproco imbarazzo, il personaggio di sinistra apre una porticina collocata nel suo petto e ne estrae un oggetto azzurrino, una piccola palla, un dono – da cui il titolo del corto – assai prezioso per l'interprete di destra, a giudicare dalle sue espressioni di apprezzamento. Le due animazioni in bianco e nero cominciano a fare tante cose insieme, condividendo ogni momento libero a loro disposizione: cinema, ristorante, aperitivo, musei, giochi; poi comincia la convivenza e, con essa, i guai: la persona B scopre di avere un potere enorme, poiché è consapevole di possedere in toto la cosa più preziosa della persona A e, mentre la quotidianità prende a logorare il loro rapporto, quel dono comincia a pesare alla prima ed a mancare alla seconda. Poi la storia si rompe ma, per scoprire il perché, occorre guardare per intero il cortometraggio e, sui titoli di coda, iniziare a pensare; sì, perché questa preziosa narrazione per immagini animate è in grado di lanciare a chi guarda un messaggio fondamentale: l'amore, quello vero, va condiviso e non può essere esclusivo poiché, quando a parlare in modo autentico è il cuore, non esistono pronomi possessivi come “mio e tuo” ed anche perché in amore – per davvero – la somma di due fa sempre uno.
Nato da un'idea di Felipe Gomes, The Gift è stato prodotto da Cecilia Baeriswyl per la casa di produzioni Miniestudio, anche se i fondi sono stati ottenuti, in parte dal Crowdfunding (idea.me), in parte dal Consiglio Nazionale della Cultura e delle Arti della Repubblica del Cile e dal Governo della stessa; Julio Pot si è avvalso della perizia dell'artista Kaztrol, per dar vita agli interpreti del suo cortometraggio, con l'assistenza di Roger Emhart, il quale ha fatto in modo che il video avesse un'animazione di 24 fotogrammi per secondo, impreziositi dal grazioso tema musicale dello stesso Pot.
Per dimostrare il potere dell'amore vengono spese, a volte, troppe parole, che finiscono per confondere le idee, ma Julio Pot neppure una ne ha spesa, nella sua opera più amata, poiché sono i gesti che animano le sue creature disegnate a farci capire quanto sia importante la condivisione, qualora noi si voglia chiamare amore, per davvero, quel sentimento che ci fa battere il cuore nel petto. Il resto è un noioso ripetersi di gesti fini a se stessi.
Julio Pot è nato in una Nazione in cui il cinema breve sta decollando; molte cose restano da fare per migliorare questa importante branca della cultura per immagini, sia in Cile che nel resto del mondo e ciò accade perché le grandi case di produzione si ostinano a considerare quello del cortometraggio un linguaggio di serie B, malgrado i fatti ci abbiano da tempo dimostrato il contrario.
Quella che si è appena conclusa e questa che stiamo vivendo sono le due settimane di eventi dedicati al ricordo delle vittime dell'omofobia e di tutte le forme di discriminazione, perciò nessuna occasione sarebbe stata migliore di questa, per parlare dell'amore e del suo rovescio, quell'insieme di pregiudizio ed odio che spezza le vite delle persone – a volte per sempre – a causa dell'uso deviato del sentimento più importante che abbiamo a disposizione, per dare un senso all'esistenza: l'amore è formato da equazioni la cui soluzione è nota solo al cuore, quei sottili calcoli matematici reggono il Cosmo intero ed ogni creatura vivente che sta sotto, ecco perché risulta di fondamentale importanza usare quel dono per spargere bene per ogni dove. Il resto è male.



Lidia Borghi

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