lunedì 7 settembre 2015

Il tema della trasformazione nel nuovo corto di Raffaele Tamarindo



E poi c'è questa cosa qui della macchina che fa tornare giovani, ma giovani proprio. Una figata pazzesca! Non so se mi spiego, cioè, ecco, fai conto che esiste un posto in cui tu entri e, come per magìa, ti trasformi. Sì, dico davvero! Sali una rampa di scale e zot! Un apparecchio emette dei raggi luminosi e tu ti ritrovi bimbo o bimba di otto anni. Non ci credi? Beh, ora ti sbatto sul grugno il link e poi vediamo se dico sciocchezze!
Fai conto che c'è un ragazzo poco più che ventenne, Raffaele Tamarindo, che firma dei cortometraggi troppo belli, dei piccoli gioielli, tutti con una loro morale e così, un giorno, sarà stato il... uhm... Vediamo... Boh?! E chi si ricorda?! No, il giorno l'ho dimenticato ma l'anno era il 2013 e, spulciando i siti internet alla ricerca di corti d'autore da recensire, mi sono imbattuta in Sospensione, un video forte, che spacca il cuore, da brivido proprio! E sì, insomma... Dicevo che c'è quest'apparecchio qui che – nel corto – si trova di fianco ad una costruzione con il tetto a spiovente e c'è un tipo anziano, sulla settantina che, un pomeriggio, sta passeggiando tranquillo per le strade del paese quando, ad un certo punto, la sua attenzione viene catturata da una targa che dice: “Bimbox 2.0 – Se ne raccomanda l'utilizzo esclusivamente a coloro che si sentono bambini dentro”. Così il tizio, con una certa curiosità, decide di entrare, no? Eh, beh, tu non ci crederai: appena saliti un paio di scalini, ecco quei raggi di luce e quello ne esce bambino, con i pantaloncini corti; incredulo, risale le scale e... taaac! Eccolo ridiscendere di nuovo anziano. Fico! Allora ci prova un'altra volta e, appena ritornato giovane, sorride e comincia a correre per il paese. Troppo bello! Va al parco giochi, si fa prestare uno skate board da un coetaneo... Cioè, no... Coetaneo no ma... Sì, insomma, m'hai capita, no? Comunque, dicevo: trova un pallone, vede un gruppo di ragazzi sui vent'anni che stanno lavorando ad un murale e che fa? Li invita a giocare con lui. Poi passa di casa in casa e si fa regalare dei dolciumi. Per farla breve, il tipino si mette a fare tutte le cose che ogni ragazzino farebbe e, ogni volta che torna a casa dalla moglie, dopo essere tornato com'era prima, le porta qualche dono oppure le fa le boccacce o le fa prendere uno spavento e lei mica capisce. Poi, un pomeriggio... Beh, però così non vale, dai, pugno! Non te lo posso raccontare tutto. Eh, no no! Te lo devi vedere, questo cortometraggio, sennò ti rovino il finale. Daiii! Dimmi che, appena hai terminato di leggere qui, clicchi sul link e vai a guardarlo. Devi promettermelo, ok?! Altrimenti ti perdi il meglio.
Oh, ma sai che è proprio bello 'sto corto? E Raffaele... Sai, ti dico un segreto: lui è amico mio. Giuro! Non ti sto dicendo una bugìa. Davvero, lo conosco. Lui ha scritto il soggetto e la sceneggiatura del corto insieme al fratello, Vincenzo, una vera cima, uno che si è appena laureato in materie da genio, di cui non capisco nulla, so solo che è un tipo preparato. Ah, già, ora tu vorresti sapere come si intitola, vero... Ehm... Scusa: Bimbox 2.0 (I, 2015, 6',17''). È stato girato a San Potito Sannitico, in provincia di Caserta, all'interno di un progetto culturale scritto a più mani che si intitola Fate Festival (22/30 agosto 2015) e che ha dato la possibilità ad alcuni giovani filmaker, tra cui Raffaele Tamarindo, di produrre i rispettivi cortometraggi sul posto, in collaborazione con quella figata del CICI Film Festival di Salemi, dal 2011 ospitato a Castellammare Del Golfo (Tp), il più grande laboratorio siciliano di cortometraggi; è a San Potito che Tamarindo ha girato, in pochissimi giorni, il suo nuovo video, servendosi delle persone del luogo per interpretare i personaggi.
Sai, Raffaele mi ha chiesto di poter ringraziare, attraverso di me, tutte/i le/gli abitanti di San Potito Sannitico poiché, se non fosse stato per loro, non avrebbe potuto trovare la palla, lo skate board, gli attrezzi per il murale – già realizzato dall'artista El Mono Gonzalez – la trombetta per gli scherzi in piazza, tutto, insomma. Ti rendi conto? Troppo bello!
Beh, dai, ora sta a te: vatti a vedere 'sto corto e vedrai che, poi, mi ringrazierai e sai perché? Perché essere creature dentro è troppo bello ed io non vi rinuncerei per nulla al mondo. Cioè.



Lidia Borghi

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